Sergio Mattarella, l’indiscrezione: sì a un governo Lega-M5s, a patto che non si ritorni alle urne a ottobre

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Le evidenze degli ultimi giorni, o meglio delle ultime ore, parlano chiaro: un governo Lega-M5s sembra possibile. Nette le aperture reciproche. Aperture di cui, stando a un retroscena de La Stampa, starebbe prendendo atto anche Sergio Mattarella, il capo dello Stato che – sempre secondo indiscrezioni dal Qurinale – preferirebbe un esecutivo in cui venisse in un qualche modo coinvolto il Pd. Ma ora, come detto, il presidente della Repubblica è costretto dalla realtà dei fatti a prendere in considerazione l’ipotesi di un ticket tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio (soluzione che porterebbe alla rottura nel centrodestra con Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni).
Chi frequenta il Quirinale, ora, assicura che l’apertura è massima: non ci sarebbero nomi o alleanze contro le quali Mattarella si metterebbe di traverso, ovviamente a patto che ci siano i numeri e che il progetto sia solido. Nessun veto, dunque, neppure a un’intesa Lega-M5s. Ma ci sono anche altre condizioni che andrebbero rispettate. La prima, un altissimo tasso di serietà. E come la si misura? Presto detto: deve essere presentata una maggioranza solida; dunque deve essere sottoposto un preciso programma politico condiviso; infine, dovrebbe anche essere avanzata un’ipotesi di struttura ministeriale. Ma, soprattutto, a Salvini e Di Maio, Mattarella porrebbe un’altra condizione ben precisa ed ineludibile: i leader devono impegnarsi a non tornare alle urne ad ottobre. Le ipotesi di un governo-flash, assicurano dal Colle, non è contemplata da Mattarella. Insomma, un pacchetto che propone una nuova riforma elettorale e dunque il ritorno alle urne verrebbe rispedito al mittente. A queste condizioni, insomma, il capo dello Stato darebbe il compito di governare a leghisti e grillini. Per certo, le consultazioni che nel migliore dei casi inizieranno dal prossimo 3 aprile, saranno molto, molto lunghe.

LiberoQuotidiano

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