Aumenta l’uso del pagamento elettronico

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I pagamenti elettronici, le carte di credito e di debito e anche le criptovalute sono sempre più in auge, ma il contante non sparisce anzi domina ancora in molti Paesi.

In uno studio diffuso dalla Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) – organizzazione internazionale con sede a Basilea – analizza il fenomeno che ha visto l’utilizzo del contante crescere anche nei Paesi avanzati nel corso della grande crisi finanziaria, più come riserva di emergenza dei risparmiatori che come necessità di pagamento. Un aumento dovuto in parte ai bassi tassi di interesse” che hanno caratterizzato il periodo post-crisi, spiega lo studio. Solo la Russia e la Svezia prediligono i pagamenti elettronici al contante. In Svezia, il denaro liquido è oramai usato in maniera residuale, è salita la circolazione sia delle banconote di taglio maggiore che quelle di minore importo.

A livello globale i pagamenti elettronici con carte dei paesi componenti il CPMI (Committee on Payments and Market Infrastructures) sono passati dal 13% del PIL del 2000 al 25% del 2016, un aumento senza “particolari differenze fra paesi avanzati e gli emergenti”. A questo quadro di crescita però appunto il contante resiste, anzi cresce. Rispetto al 2000 quello in circolazione è salito dal 7 al 9% del PIL se si analizza lo stesso campione più altri 22 paesi soprattutto per un piccolo miglioramento dei paesi avanzati a seguito della crisi finanziaria.

Dunque, la domanda di liquidità rimane solida in tutto il mondo, tranne in particolare in alcuni paesi nordici.

“La capacità di tenuta dei contanti in quanto istituzione sociale ci ricorda come sia importante comprendere la funzione economica del denaro, al di là delle sole innovazioni tecnologiche” ha fatto notare Hyun Song Shin, Consigliere Economico e Capo della Ricerca alla BRI.

Ilmessaggero.it (Teleborsa)

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