La cancellazione non è gratuita: Booking bacchettata per pubblicità ingannevole

Share

L’Istituto per l’autodisciplina pubblicitaria bacchetta Booking.com. In particolare l’organo ha definito “pubblicità ingannevole” uno degli ultimi spot televisivi, trasmesso su Mediaset e La7. A finire nel mirino è il claim “se devi cancellare nessun problema: è quasi sempre gratis. E puoi sempre riprenotare”. Secondo l’Istituto che regola la correttezza degli spot il messaggio è fuorviante perché, per ogni camera, sono disponibili diverse tariffe. Tra queste c’è anche quella che consente di cancellare gratuitamente la prenotazione entro un tempo stabilito. Una possibilità che, però, si paga: una tariffa del genere infatti costa quasi sempre di più. La conseguenza è che, il consumatore paga – eccome – per cancellare una prenotazione. Solo che lo fa al momento della riserva, e non al momento della cancellazione. “La possibilità di cancellare la prenotazione – conclude l’Istituto – non risulta pertanto gratuita come il messaggio pubblicitario lascia invece intendere”. Da oggi lo spot non può più essere trasmesso.
Il direttore generale di Federalberghi, Alessandro Nucara, si è detto soddisfatto di questa decisione.E spiega: “Questa differenza di prezzo è normale: serve a compensare, sia pur in minima parte, gli oneri che l’impresa sostiene per la gestione delle disdette e il danno che si genera nel caso in cui la camera rilasciata all’ultimo momento rimanga invenduta. Ma le condizioni devono essere trasparenti. Se affermi che la cancellazione è gratuita stai raccontando una frottola“. Interpellato da Repubblica, Booking.com non ha commentato la vicenda.

LaRepubblica

Share
Share