Embraco, Calenda: «C’è l’accordo per la sospensione dei licenziamenti»

Share

Fino a fine 2018 i lavoratori avranno lo stipendio pieno: «Il tempo necessario per lavorare alla reindustrializzazione su cui Embraco e Whirlpool si sono impegnate»

 

«L’incontro al ministero è finito. Non abbiamo firmato nessun accordo che prevedesse i licenziamenti. Abbiamo firmato un allungamento della procedura fino a fine anno rispetto al 25 marzo». Lo ha annunciato il segretario generale della Uilm Rocco Palombella all’assemblea dei metalmeccanici a Torino. Dunque, proroga fino al 30 novembre della sospensione dei 497 licenziamenti di Embraco, nel Torinese. Poi in regione il verbale di mancato accordo e da dicembre riprenderà il conteggio dei 23 giorni di vertenza, quindi riprenderanno trattative e tavoli. Se entro il 31 dicembre Invitalia non avrà completo la reindustrializzazione, l’agenzia si farà carico dei lavoratori e diventerà il loro nuovo committente. Nei prossimi giorni si lavorerà poi a un sistema di incentivi per chi decide di lasciare il posto. Entro fine marzo al Ministero dello Sviluppo economico verrà convocato un nuovo tavolo per trattare la riconversione del sito di Riva di Chieri. «È un verbale positivo che ci dà tempo per avviare sia un percorso di riorganizzazione, sia ai lavoratori di perdere denaro e incentivi all’esodo volontario – commenta Vito Benevento della segreteria Uilm di Torino -. È stata premiata la caparbietà della nostra organizzazione sindacale e dei lavoratori».

Calenda: «Soddisfatti, ora obiettivo reindustrializzazione»
Soddisfatto dell’esito dell’incontro Carlo Calenda: «È stato raggiunto l’accordo sulla sospensione dei licenziamenti per avere il tempo di operare sulla reindustrializzazione su cui Embraco e Whirlpool si sono impegnate». Fino a fine 2018 i lavoratori avranno lo stipendio pieno. «Siamo soddisfatti – ha detto il ministro dello Sviluppo Economico – ora l’obiettivo è la reindustrializzazione».

Embraco: «Nuovo percorso condiviso»
L’azienda allo stesso modo, parla di un primo passo verso un nuovo percorso condiviso. «L’incontro presso il ministero dello sviluppo Economico rappresenta un passo importante nell’ambito di un rinnovato spirito di collaborazione tra Whirlpool Corporation, capogruppo di Embraco Europe, i rappresentanti dei lavoratori, i sindacati e le istituzioni italiane a livello nazionale, regionale e locale», spiega l’Embraco in una nota. «Abbiamo presentato una nuova soluzione alternativa per sostenere i dipendenti di Riva presso Chieri per un periodo di tempo più esteso – aggiunge- mantenendo le proprie attività operative fino alla fine del 2018».

Sciopero del 13 marzo
«Oggi è una giornata importante per i lavoratori dell’Embraco e per tutti i metalmeccanici torinesi – ha detto Federico Bellono, segretario generale della Fiom di Torino – che il 13 marzo sciopereranno insieme e riempiranno le vie della città. Speriamo che per i lavoratori Embraco sia una giornata positiva: per noi non ci possono essere licenziamenti né ora né a fine anno». La manifestazione riguarderà 100mila tute blu ed è stat organizzato da Fiom, Fim e Uilm.

La battaglia continua
Il segretario regionale della Uil Carmelo Barbagallo, aveva anticipato l’esito dell’incontro intervenendo dall’assemblea dei metalmeccanici a Torino: «Dalle notizie che arrivano da Roma non ci sarà un verbale di accordo. Hanno proposto il congelamento dei licenziamenti, chiedendo però di accettare i licenziamenti al 30 novembre. Questo non va bene, ma abbiamo ancora tempo». Sulla stessa linea Francesca Re David: «Non firmeremo accordi che prevedono licenziamenti. La sospensione dei licenziamenti è il risultato di questa lotta che deve continuare e continuerà». «Ci deve essere una soluzione in modo che nessun lavoratore venga cacciato contro la sua volontà», le parole di Lino La Mendola, della Fiom di Torino.
Alla proposta del governo sullo stop ai licenziamenti per la fabbrica di Riva di Chieri e la possibilità di far scattare la cig, la multinazionale, il 18 febbraio scorso, aveva risposto negativamente scatenando l’ira del ministro Calenda che in quell’occasione aveva detto: «Non incontrerò più questa gentaglia». Oggi, un primo passo verso una ipotesi di soluzione positiva della vertenza.

Il Corriere della Sera

Share
Share