Basta austerity, Di Maio indica il prof favorevole alla crescita come ministro dell’Economia

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È Andrea Roventini della scuola Sant’Anna di Pisa. Si definisce keynesiano eretico. Le sue teorie: “Il rapporto debito/Pil non si abbassa solo tagliando, bisogna rilanciare il Paese”

Stop all’austerity e largo alla crescita. Luigi Di Maio presenta il suo eventuale ministro dell’Economia in caso di vittoria alle prossime elezioni. Si tratta di Andrea Roventini, professore associato alla prestigiosa scuola San’Anna di Pisa. Quarant’anni, esperto e stimato, Roventini si definisce un «keynesiano eretico». La sua idea è semplice: «Il rapporto debito/Pil non è mai calato agendo solo sul numeratore – dice in un’intervista al Sole24Ore – Gli studi lo dimostrano: le politiche di austerità sono autodistruttive, abbiamo avuto esempi come la Grecia e la Finlandia».
Roventini, che alla Commissione Ue ha presentato tre progetti per rivedere i parametri economici e quelli deficit/Pil, considera il tetto del 3% «un feticcio» che può essere discusso. Ma non immaginatevi un pasdaran. Dice di lui Giovanni Dosi, economista e fino a qualche settimana fa direttore della scuola Sant’Anna di Pisa: «Roventini ha un approccio keynesiano espansivo amico dell’innovazione. Non prevedo alcuna rottura con i burocrati di Bruxelles: Roventini è una persona equilibrata, pragmatica, che conosce i vincoli e li sa trattare». Per Dosi si tratta di un’ottima scelta: «Ho un’enorme stima di lui come amico e come collega, il mio giudizio è incondizionatamente positivo». Quale sarebbe il piano di Roventini nel caso domani si trovasse a sedere al posto di Pier Carlo Padoan al Mef? Tre punti:

No alle privatizzazioni

Largo a crescita e investimenti per abbattere il debito

Def rigoroso

Per Roventini è necessario sapere tenere sotto controllo il debito, ma rilanciando la crescita. I tagli possono esserci, ma mirati. «Applicheremo il piano Cottarelli – annuncia – e rivedremo le agevolazioni fiscali improduttive. Non riesco a capire perché anche il piano Giavazzi sia finito in un cassetto». L’ambizioso progetto di Roventini è quello poi di una grande riforma fiscale basata sull’equità: «C’è troppa disuguaglianza nel Paese e questo rallenta la crescita».

La Stampa

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