Balzo del Politecnico di Milano nella classifica mondiale delle Università

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Il primato nella raccolta di fondi Horizon 2020. E poi i brevetti, la crescita esponenziale delle aziende incubate, gli accordi di collaborazione nella ricerca con i big dell’industria, la decisione della più prestigiosa università cinese di aprire qui il proprio hub innovativo europeo, il 93% di tasso di occupazione ad un anno dalla laurea. L’elenco potrebbe proseguire ma già fermandosi qui si capisce come la scalata del Politecnico di Milano ai vertici delle classifiche mondiali delle università non sia affatto frutto del caso. L’ultima graduatoria, realizzata da QS (World University Rankings by Subject), che confronta tra 1130 università di 150 paesi capacità di ricerca, reputazione dei docenti e valutazione dei laureati, mette l’ultimo sigillo ad un percorso virtuoso, che vede l’ateneo, unico in Italia, classificarsi tra i primi 20 al mondo in tutte le aree di appartenenza. Rispetto all’edizione 2016 la posizione in classifica migliora ovunque: dal 24° posto al 17° per Ingegneria, dal 15° al 9 per Architettura, dal 10° al 5° nel Design. Classifica – spiega il Politecnico in una nota – che rappresenta sempre più metro di giudizio da parte di studenti e ricercatori di tutto il mondo per decidere dove studiare e dove lavorare, dalla quale dipende l’attrattività non solo dell’università, ma della sua città e del suo territorio. Competizione a cui partecipano le storiche Oxford, Harvard e Cambridge, dove troviamo il celebrato MIT e dove crescono le università del Far East con la Tsinghua University di Pechino, la University of Tokio e la NTU (Nanyang Technological University) di Singapore. La sfida internazionale che da anni il Politecnico di Milano ha deciso di affrontare produce così un risultato storico. Inserendolo nella top ten mondiale in architettura e design, ma poco distante dai primi 10 nell’iper competitiva “Engineering & Technology”, dove l’ascesa compiuta dall’Ateneo è stata eccezionale: sei anni fa era 48°, oggi è al 17° posto (al 9° per Ingegneria Civile) «Questi risultati – spiega il Rettore del Politecnico di Milano Ferruccio Resta – sono figli di una politica che viene da lontano e che guarda lontano. Per questo lavoriamo a programmi di formazione in grado di interpretare il cambiamento, mantenendo solide basi scientifiche. Per questo investiamo in laboratori di ricerca all’avanguardia e in campus all’altezza degli standard internazionali. Per questo puntiamo su alleanze durature con le principali imprese del territorio e sviluppiamo programmi internazionali con le più prestigiose università in Europa e nel mondo. Sono risultati che vengono dal lavoro di tutti, che ci rendono orgogliosi della nostra università e che sono una risorsa a disposizione dei nostri studenti, delle imprese e del nostro Paese. Un pensiero finale va alla comunità dei nostri Alumni, sempre più attiva per l’Ateneo e attenta a restituire parte del suo successo. Un sentimento di orgoglio e di riconoscenza, su cui contiamo per il nostro futuro». Tra i risultati raggiunti dall’ateneo, va ricordato il primato tra gli atenei italiani per finanziamenti ricevuti nel programma Horizon 2020, l’incubazione di oltre 100 imprese ad alta tecnologia nell’acceleratore PoliHub (premiato pochi giorni fa come terzo incubatore universitario al mondo), la nascita di 1.500 brevetti. Il livello di preparazione degli studenti è poi sintetizzato dal rapporto con il mondo del lavoro: ad un anno dal titolo di laurea magistrale il tasso di occupazione è pari al 92,9%. A conquistare posizioni nella top ten della classifica sono anche altri due atenei italiani. La Sapienza di Roma è la prima realtà al mondo in Scienze dell’Antichità, superando Cambridge (seconda) Oxford (terza) e Harvard (quinta) ed entra tra le Top 10 per Archeologia (nona), tra le Top 50 al mondo per Scienze Archivistiche e Librarie (33/a), Fisica e Astronomia (39/a) e Scienze Naturali (50/a). Posizioni di prestigio anche per l’Università Commerciale Luigi Bocconi, che nelle classifiche per disciplina guadagna una posizione nell’area di Business e Management collocandosi al 10° posto nel mondo e al 6° in Europa, quattro posizioni in Contabilità e Finanza, occupando il 29° posto al mondo e 6° in Europa, e si conferma al 16° posto al mondo e 4° in Europa per Economia ed Econometria mentre nella classifica per la macro area di Scienze Sociali e Management la Bocconi guadagna sei posizioni e si piazza 11a al mondo e 4a in Europa. «Il capitale umano – spiega il Rettore Gianmario Verona – è al centro del programma Bocconi di questi anni, e i risultati di questo ranking, in cui tre su quattro parametri si riferiscono proprio alla reputazione accademica e alla produzione scientifica, sono la dimostrazione della bontà dell’investimento che stiamo facendo. Nel mercato accademico i nostri concorrenti sono sempre più atenei come Harvard e London School of Economics and Political Science con i quali ci contendiamo i migliori giovani ricercatori. Sempre più professori scelgono la Bocconi sapendo di poter contare su un ambiente ideale per proseguire nel loro impegno di ricercatori e docenti».

Il Sole 24 Ore

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