Parte in Usa Hyperloop, il treno super-veloce che parla anche italiano

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Tra i fondatori di Hyperloop TT, che collegherà Chicago e Cleveland in 28 minuti, l’italiano Bibop Gabriele Gresta

Sarà anche italiano il primo treno a raggiungere la velocità del suono. Percorrerà, all’interno di un tubo a bassa pressione, gli oltre 500 chilometri che separano Chicago da Cleveland in 28 minuti, sfiorando i 1.200 Km/h. Sono stati firmati gli accordi ufficiali tra Hyperloop Transportation Technologies (HTT | HyperloopTT), Northeast Ohio Coordination Agency, agenzia di trasporti e pianificazione ambientale e il Dipartimento dei Trasporti dell’Illinois, per iniziare lo studio di fattibilità per realizzare il primo collegamento interstatale (tra l’Ohio e l’Illinois) del treno Hyperloop negli Stati Uniti. Hyperloop, la società che sta realizzando il supertreno, ha sede a Los Angeles, ma un pezzo di cuore tricolore: è stata infatti fondata dall’italiano Bibop Gabriele Gresta, già tra i creatori di Digital Magics, il più importante incubatore di startup digitali “Made in Italy”, e dal tedesco Dirk Ahlborn. La startup è interamente controllata da Jumpstarter, a sua volta partecipata da Digital Magics. Superate le formalità burocratico-amministrative, ora ci si può mettere al lavoro, non solo più a livello di sperimentazione. «Questi accordi segnano un momento storico per HyperloopTT – ha commentato Bibop Gresta –. Per la prima volta uno stato americano sta investendo nella nostra tecnologia. È il primo grande passo verso una rivoluzione tecnologica che cambierà il modo di concepire i trasporti.» Il treno Hyperloop è una capsula che viaggia sospesa all’interno di un tubo a bassa pressione, per ridurre al minimo la resistenza. L’aria che rimane di fronte alla capsula viene convogliata verso la parte posteriore grazie a un compressore, che permette di raggiungere velocità anche superiori ai 1.200 km/h. Inoltre Hyperloop consuma pochissima energia elettrica. Il tubo in cui passa la capsula è costruito su piloni antisismici e interamente coperto da pannelli solari. Il risultato è che, grazie a un sofisticato sistema di recupero energetico, Hyperloop produce più elettricità di quanta ne consuma.

La Stampa

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