Mondadori e il fardello Panorama

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Il newsmagazine resta ma il gruppo dovrà fare i conti con il rosso costante da 3 milioni

Per Tu Style l’attesa di una proposta di acquisto concreta

Marina Berlusconi

Fosse per una questione di conto economico e di strategie puramente editoriali, la Mondadori avrebbe già chiuso il settimanale Panorama da almeno quattro anni. Il newsmagazine, infatti, perde soldi. Tanti. Circa 5 milioni di euro di rosso ogni fine esercizio, che diventano 3 solo grazie alle operazioni legate al tour Panorama d’Italia, agli allegati, agli speciali di Icon, e ai contratti di solidarietà e ammortizzatori sociali vari.

Una grande fatica per accumulare 3 milioni di euro di perdite, che vanno a deprimere l’intero margine della divisione periodici di Mondadori.

Ma, si sa, un gruppo complesso come Mondadori è immerso nelle logiche ancor più complicate di una holding come Fininvest: il presidente di Fininvest e di Mondadori, Marina Berlusconi, ha una vera passione per il suo mestiere di editore; il brand di Panorama, nonostante tutto, ha ancora un prestigio; il fondatore del Biscione, Silvio Berlusconi, è impegnato in una spossante campagna elettorale in cui promette crescita e sviluppo, e non può, quindi, permettersi di licenziare.

Perciò i vertici di Mondadori si sono già impegnati di fronte al sindacato interno dei giornalisti: non chiuderemo nessuna testata. Tuttavia il prossimo 30 giugno terminano i contratti di solidarietà. E il tema di riparametrare i costi ai ricavi si riproporrà in maniera seria. La redazione di Panorama ha già subito un ridimensionamento molto importante: dalle 113 persone del 2010 alle 37 attuali. Ma, secondo i piani della Mondadori, sono ancora troppe e, soprattutto, hanno stipendi molto spesso fuori mercato e comunque ingiustificati. Sia i redattori, sia alcuni collaboratori esterni. Non è ammissibile, secondo le fonti consultate da ItaliaOggi, che Panorama abbia la redazione più numerosa e costosa della Mondadori, per produrre la perdita più grande tra tutti i periodici della casa editrice.

Sarà quindi indispensabile aprire un tavolo azienda-sindacato per discutere sul tema e capire come ridurre i costi.

Resta, intanto, aperta anche la strada di vendere a editori terzi la testata settimanale Tu Style. Per ora non sono arrivate proposte concrete, ma dovesse manifestarsi un interesse serio da parte di operatori credibili, la Mondadori è pronta a trattare. Il tutto per dare alla divisione periodici un futuro: fatto di investimenti, in Giallo Zafferano versione cartacea come nelle operazioni digitali, e di ripensamenti del business, con tagli dove è necessario.

Claudio Plazzotta, ItaliaOggi

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