Chimica e farmaceutica, patto giovani-anziani

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Nasce un fondo di solidarietà per il ricambio generazione. Il nuovo welfare

 

È la risposta del settore chimico-farmaceutico alla legge Fornero. Si chiama fondo Tris, ma — nelle ambizioni di Federchimica, Farmindustria e delle categorie di Cgil, Cisl e Uil che lo hanno firmato — l’obiettivo è raggiungere quattro risultati ambiziosi: tutele, riqualificazione, innovazione e solidarietà.
In sostanza, il fondo agevola l’uscita indolore dei senior per fare entrare giovani con nuove qualifiche. Per senior si intendono i lavoratori a cui mancano meno di cinque anni alla pensione. L’obiettivo è permettere loro il ritiro anticipato con un assegno — negli anni di limbo in attesa della pensione vera e propria — pari alla pensione stessa. Questo «assegno» sarà dato dalla somma tra il valore degli strumenti pubblici a cui il lavoratore ha diritto (a seconda dei casi Naspi, Ape social, Rendita integrativa per la pensione anticipata) e un’integrazione messa a disposizione dall’azienda che si sta riorganizzando.
Il fondo bilaterale di solidarietà sarà attivato su scelta volontaria di lavoratori e imprese (serve un accordo sindacale) e sarà gestito dall’Inps. Di conseguenza per rendere operativo Tris serve un decreto congiunto dei ministeri dell’Economia e del Lavoro. Come precisa anche il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, il fondo non nasce per fare fronte alle crisi: «L’obiettivo è piuttosto gestire la trasformazione tecnologica. In futuro avremo bisogno di nuove professionalità: anche per questo dobbiamo favorire l’ingresso dei giovani». D’altra parte le imprese fanno i conti, dopo la Fornero, con un drastico aumento dell’età media dei dipendenti. «Anche in questo caso credo di poter dire che abbiamo trovato il modo per cogliere tempestivamente le esigenze delle aziende agevolando inerventi che potranno favorire la produttività e la competitività delle imprese come l’occupazione dei giovani», aggiunge il presidente di Federchimica Paolo Lamberti.
Ad alimentare il fondo saranno soltanto le aziende che decidono di utilizzarlo. Per loro non sono esclusi vantaggi sul piano contributivo e fiscale (su questo bisognerà attendere il decreto). Il fondo potrà anche agevolare accordi di solidarietà espansiva, riscatto della laurea, trasformazioni di contratti a tempo pieno in part time. Esperienze simili? Solo nel settore bancario. Ma questa esperienza potrebbe fare da apripista.

Il Corriere della Sera

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