Rimborsopoli M5s, Buccarella ammette: “3mila euro al mese non bastavano per fare il parlamentare”

Share

L’avvocato salentino è tra i 10 esponenti del movimento accusati di aver revocato i bonifici per restituire parte dello stipendio. In un lettera denuncia: “Basta ipocrisie, senza quei soldi impossibile fare politica”

 

Basta ipocrisie, senza questi soldi impossibile garantire un impegno a tempo pieno in politica“. Rompe il silenzio Maurizio Buccarella, il parlamentare uscente dei Cinque Stelle finito nello scandalo Rimborsopoli e accusato con altri 9 di aver revocato i bonifici destinati al movimento.
“Innanzitutto voglio scusarmi con gli attivisti, i colleghi portavoce e candidati del M5s per la difficoltà in cui, per i noti fatti anche a me addebitabili, li sto costringendo in questo momento politicamente delicato” ha scritto in una lettera a Nuovo Quotidiano di Puglia. “Poi vorrei dare una spiegazione del perché il tutto è successo, iniziando col far sapere, in primis, che in quei 23 milioni e passa di euro accumulati dai parlamentari del M5s sul fondo di garanzia con i nostri tagli di indennità e rimborsi, ci sono anche più di 100mila euro di mia provenienza“, scrive. “Quello che è accaduto – confessa l’avvocato salentino – è che, nel tempo, mi sono reso conto che quella regola riguardante i nostri compensi, che pure avevo accettato inizialmente, non si dimostrava adeguata alle esigenze di chi appartiene ad una categoria professionale, come la mia, che, a fronte di costi e responsabilità che permangono nel corso del mandato parlamentare, non consente una sospensione dell’attività per un così lungo periodo senza conseguenze“.
“A fronte dell’impegno che ho profuso nell’attività parlamentare ed ai sacrifici che imponevo a me, alla mia famiglia, al mio lavoro per sette giorni alla settimana, i poco più di 3mila euro mensili netti che i parlamentari M5s si sono attribuiti come retribuzione effettiva, non mi avrebbero permesso, alla mia età, di tornare alla mia vita, nel mio studio professionale – dopo uno stacco di cinque anni senza alcun paracadute o vantaggio acquisito per i contatti professionali – con una accettabile serenità” spiega Buccarella.
“Senza ipocrisia – conclude il parlamentare – tutto questo naturalmente non giustifica i miei errori e la violazione del patto di fiducia con i miei colleghi e gli iscritti e sono pronto ad accettare le determinazioni del Collegio dei Probiviri e anche se non sarò più uno dei protagonisti del progetto di cambiamento del M5S, continuo a crederci ed a sperare che possa diventare realtà”.

La Repubblica

Share
Share