Il nuovo mondo (apocalittico) di Calvin Klein a New York

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La spettacolare sfilata ha trasformato l’interno dell’American Stock Exchange di New York in un set surreale per outfit ispirati «alla libertà»

Sfilata spettacolare da Calvin Klein a New York, che ha trasformato l’interno dell’American Stock Exchange di New York in un mondo surreale simile e post apocalittico per la sua sfilata Autunno Inverno. A distanza sembrava neve, invece erano cinquanta mila galloni di popcorn a ricoprire l’intero pavimento dello spazio, nel quale ospiti e celebrità come Nicole Kidman, Margot Robbie e Laura Dern hanno dovuto avventurarsi per trovare il proprio posto.
Le grandi strutture che richiamavano fienili di legno dei tempi della Casa della Prateria, erano tappezzati di immagini delle opere di Andy Warhol usati per la campagna primaverile della casa di moda, accanto ai quali apparivano frammenti delle istallazioni dell’artista Sterling Ruby per il brand, mentre grandi tubature di condotti d’aria davano un tocco alieno all’atmosfera.
Ancora una volta il Direttore creativo del brand Raf Simmons si è ispirato all’America in tutte le sue sfaccettature: «La collezione è una mia evoluzione della mia idea di Calvin Klein come uno spaccato della società americana, ma ora più ampio, universale. E’ un allegoria che rappresenta l’incontro di nuovi mondi e mondi antichi, legato alla scoperta dell’America, la corsa allo spazio degli anni ’60 e l’aera dell’informazione del ventunesimo secolo». Dettagli di tute da lavoro di pompieri e costruttori sono integrati in indumenti eleganti come le pellicce, maglioni con personaggi dei cartoon di Willy Coyote e Beep Beep come guanti da astronauta, e abiti delicati accostati a minacciosi passamontagna di lana. Nostalgia e angoscia si alternano in passerella, cosi come la musica, che passa dalle canzoni di Simon e Garfunkel a suoni che ricordano i film dell’orrore. E ancora una volta, a fine sfilata si sentono le parole di David Bowie, «This is Not America», una possibile riflessione sul paese nell’era di Trump. Come spiega Simmons: «Più di ogni altra cosa, la collezione è incentrata sulla libertà. Una parola che definisce l’America e Calvin Klein».

La Stampa

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