Il parlamento europeo vuole abolire l’ora legale

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Più luce, meno stress. Che sia arrivata l’ora di abolire l’ora (legale)? E mettere la parola fine allo spostamento – 2 volte l’anno – delle lancette, con quell’ora di sonno che si perde e si guadagna ma ci lascia storditi per 1 settimana e quella sveglia non spostata che suona troppo tardi e ci fa perdere l’appuntamento della vita? Il Parlamento Ue ne parla. Anzi, in sessione plenaria a Strasburgo, gli eurodeputati voteranno, giovedì, la risoluzione (sostenuta da una parte di Ppe e Verdi) presentata da 2 colleghi – il ceco Pavel Svoboda e la francese Karima Delli – che chiederà alla Commissione di produrre una proposta di regolamento per l’abolizione del cambio d’orario da aprile a ottobre.

Bisognerà vedere i numeri . E c’è da dire che il tema non appassiona gran parte dell’emiciclo, soprattutto i deputati del sud Europa. Ma i due sono decisi. E nella risoluzione si legge che «numerosi studi scientifici non sono riusciti a dimostrare alcun effetto positivo del cambiamento orario. Al contrario, hanno rilevato effetti negativi sulla salute umana, l’agricoltura e la sicurezza della circolazione stradale». Da quì la richiesta di cambiare le regole che, secondo i due eurodeputati, potrebbe giovare all’economia grazie a persone meno distratte e stanche al lavoro.

Ma non è solo una questione di sbalzi d’umore.
Secondo quanto rilevato da Terna – la società che gestisce la rete elettrica nazionale– grazie a quell’ora quotidiana di luce in più che ha portato a ritardare l’accensione delle lampade dal 26 marzo 2017 al 27 ottobre, l’anno scorso l’Iitalia ha risparmiato, complessivamente, 567 milioni di chilowattora (quanto il consumo medio annuo di elettricità di oltre 200mila famiglie), un valore corrispondente a minori emissioni di Co2 in atmosfera per 320mila tonnellate.

Ma non tutti sono d’accordo. Secondo uno studio dell’Università della California, il passaggio dall’ora solare a quella legale non rappresenterebbe un risparmio: il caldo estivo porterebbe, infatti, ad un maggiore uso dei condizionatori e dispendio di elettricità che la differenza di luce non riuscirebbe a compensare.

In ogni caso, l’ora legale, quest’anno, tornerà. Il prossimo appuntamento con le lancette da spostare e la sveglia da puntare (bene) è atteso per domenica 25 marzo 2018.

Luca Cavestri, Il Sole 24 Ore

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