Calenda e Padoan sperano nella quotazione in borsa di Italo-Ntv

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I ministri in una nota congiunta sottolineano che lo sbarco a Piazza Affari sarebbe “il perfetto coronamento di una storia di successo”. Oggi la decisione del cda sull’offerta del fondo Usa

Un’immagine di un treno Italo

La notizia arriva in fondo alla nota del Ministero di Economia e Finanza: i ministri Padoan e Calenda (Tesoro e Sviluppo) si schierano a favore della quotazione in Borsa di Ntv. E lo fanno alla vigilia del consiglio di amministrazione della società che deve decidere il futuro dei treni Italo: “La quotazione in Borsa della società rappresenterebbe il perfetto coronamento di una storia di successo”, scrivono nel comunicato.

Gli azionisti del maggior concorrente dei treni ad alta velocità di Ntv (in quanto ministri dello Stato proprietario dei Frecciarossa ‘avversari’ di Italo) commentano le vicissitudini della società che sta studiando la quotazione a Piazza Affari. Percorso sul quale è piovuto l’interesse del fondo americano Global Investment Partners. Quest’ultimo, a pochi giorni dal via libera Consob ai motori della quotazione in Borsa, ha recapitato una lettera a Italo-Ntv facendo sapere di voler acquisire la società mettendo sul piatto circa 2 miliardi, inclusi i 400 milioni per il debito.

“È molto positivo che vi sia un grande interesse da parte di potenziali investitori su Ntv”, commentano oggi i ministri in una nota congiunta. “Il merito va alla capacità degli imprenditori, del management e delle istituzioni finanziarie, a partire da Banca Intesa, che hanno costruito una grande azienda di servizi con investimenti molto significativi e che hanno saputo con coraggio superare anche momenti di difficoltà”. Azionariato che – come ricostruisce Repubblica in edicola – è diviso tra la volontà di procedere con il piano A che porta a Piazza Affari (cui guardano i soci industriali come Luca Cordero di Montezemolo, l’ad Flavio Cattaneo, Diego Della Valle, Isabella Seragnoli e Albrto Bombassei), o la deviazione verso il piano B della vendita diretta, che piace a Intesa Sanpaolo e Generali.

E su questo dubbio (che fatto restare il consiglio di amministrazione convocato ieri aperto fino a stasera) s’inserisce la posizione di Calenda e Padoan, che nel sottolineare che “questa operazione dimostra il potenziale della concorrenza nella creazione di posti di lavoro e nel miglioramento dei servizi ai clienti”, non nascondono la loro preferenza: “La quotazione in Borsa della società rappresenterebbe il perfetto coronamento di una storia di successo”. Una storia che resterebbe ancora italiana, visto che l’offerta del fondo Usa ha già fatto ripartire il ritornello sull’Italia venduta all’estero. E che già ieri aveva portato Padoan a intervenire, sottolineando che in tal caso non si tratterebbe di “un pezzo d’Italia che se ne va, ma un investimento estero che arriva in Italia”.

Repubblica.it

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