Batosta per Santander: deve pagare 15 milioni di euro al concessionario d’auto

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La Finrama Srl ha vinto anche l’ultima battaglia con il colosso

Davide batte Golia e lo fa in tribunale a Torino. O meglio, la Finrama Srl, storica concessionaria d’auto, vince anche l’ultima battaglia con Santander Consumer Bank. E la controllata italiana del colosso bancario, specializzata in credito al consumo e cessione del quinto e presieduta da quell’Ettore Gotti Tedeschi che, in passato, è stato il custode dei conti dello Ior, deve pagare. Tanto. Tutto inizia dieci anni fa, quando Finrama, che ha il quartier generale a Roma, fa partire l’offensiva legale: accusa il gruppo, in passato «main sponsor» di Ferrari in Formula 1, di non aver riconosciuto le provvigioni previste da un contratto legato ad obiettivi di vendita. Una vicenda complicata, che arriva a una prima conclusione all’inizio del 2016: la banca, che ha sede al Lingotto, è costretta sborsare a Finrama oltre otto milioni di euro, ai quali vanno aggiunti gli interessi. Totale: 15,7 milioni e mandato agli ufficiali giudiziari di procedere con i pignoramenti.

Il ricorso

Soltanto che, ovviamente, Santander non ci sta, e chiede di bloccare tutto, con una «opposizione all’atto di precetto». Nel mirino, in particolare, c’è il calcolo degli interessi di mora. A quel punto, è un ping pong tra istanze di sospensione, reclami rimandati al mittente e udienze slittate. Ora il Tribunale, sezione VIII civile, mette un altro punto fermo: il conteggio degli interessi, si legge nella sentenza, è stato effettuato correttamente e Santander, oltre al valore della causa – 15,7 milioni di euro- deve versare le spese legali. Una vittoria per la concessionaria, assistita da Stefano Ambrosini, il professore che ha presieduto Veneto Banca e Bim e oggi guida Finpiemonte. E il conto sale, se si sommano quelle di lite per la fase di sospensiva – 23 mila euro – quelle per la fase di reclamo – altri 41 mila – e un’ultima tranche di 21 mila euro per la fase di merito. Inoltre il Tribunale condanna Santander (che nel tempo è stata seguita dagli studi legali Tosetto-Weigmann, Linklaters e Bonelli Erede) a rimborsare 30 mila euro «a titolo di responsabilità processuale aggravata». Il motivo, spiega la sentenza, è «la pervicace ostinazione di Santander nel cercare a più riprese di ostacolare il soddisfacimento del credito riconosciuto in capo a Finrama con il decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, instaurando un giudizio di opposizione a precetto, con istanza di sospensiva e successiva fase di reclamo manifestatamente infondati». La battaglia in ogni caso non è finita: da un lato è facile immaginare che la banca farà appello contro queste sentenze, dall’altro pare che le richieste di Finrama non siano destinate a finire qui, posto che vi sarebbero altre ingiunzioni a carico del Santander (stavolta emesse dal Tribunale di Roma) per oltre 10 milioni e che Finrama e i suoi soci hanno da tempo annunciato di voler chiedere danni per circa 60 milioni per i gravi pregiudizi che affermano di aver subito.

Giuseppe Bottero, La Stampa

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