Stampa, raccolta a -7,2%

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Quotidiani -7,7%, mensili -7%, settimanali -4,8%

Si chiude con un calo del 7,2% il fatturato pubblicitario della stampa nel 2017, per un totale di 936,7 milioni di euro. In particolare i quotidiani nel loro complesso hanno registrato un andamento negativo sia a fatturato del -7,7% che a spazio del -3%. Per quanto riguarda le singole tipologie, la commerciale nazionale ha evidenziato -9% a fatturato e -4,8% a spazio. La pubblicità commerciale locale -4,2% a fatturato e -2% a spazio. La legale ha segnato -11,9% a fatturato e -11,4% a spazio. La tipologia finanziaria ha visto un calo del 13% a fatturato e del -11,3% a spazio, mentre la classified ha segnato -5,7% a fatturato e -4,2% a spazio. Per i periodici il calo a fatturato è stato del 6,3% mentre a spazio è stato del 3,2%. Per i settimanali andamento negativo sia a fatturato del -4,8% che a spazio del -2,9%, mentre i mensili hanno avuto un calo a fatturato del -7,3% e a spazio del -2,7%. Le altre periodicità hanno chiuso l’anno con un -15,4% a fatturato e -9,7% a spazio. «Nei dati dell’Osservatorio Stampa Fcp i quotidiani chiudono il 2017 con una flessione del fatturato pubblicitario pari a -7,7%, in un anno comunque non facile per il mercato pubblicitario in generale», ha commentato il presidente Fcp-Assoquotidiani Domenico Ioppolo. «Più che commentare il dato, che rispetto al 2016 sconta tra l’altro l’assenza di eventi sportivi di rilievo, è preferibile ribadire ancora una volta il ruolo e l’importanza che la stampa quotidiana ha tuttora nel contesto dell’informazione, anche pubblicitaria. È di qualche giorno fa la notizia del balzo in avanti delle azioni del New York Times seguito alla decisione di Facebook di affidare agli utenti la valutazione sulla credibilità delle testate. Significa che nel mare magnum dell’informazione, sempre più inquinato dal fenomeno delle fake news, la credibilità dei quotidiani e il rapporto fiduciario col lettore/consumatore rimangono un altissimo valore aggiunto, anche per l’advertiser. Consideriamo inoltre che in un’epoca in cui la brand safety sta diventando prioritaria per le aziende e i brand, il quotidiano cartaceo garantisce sempre e comunque un contesto editoriale ”safe” e qualificato, che ha riverberi positivi sui prodotti dell’inserzionista. E nel caso dei Quotidiani locali il risultato è amplificato dalla prossimità col lettore». «Il mercato della periodica si è chiuso con una perdita pari al 6,3%», ha commentato il presidente di Fcp-Assoperiodici, Marco Cancelliere, «I settimanali femminili attualità, che rappresentano il segmento più importante con una quota vicina al 40%, hanno chiuso l’anno in linea con l’andamento di tutto il comparto. Significativa, invece, l’incidenza del segmento femminili moda, il secondo per importanza di fatturato con un peso pari al 17%, che ha perso il 14% sul 2016. Nel corso dell’anno sono state chiuse alcune testate che hanno inciso sull’andamento del segmento. Sono però da registrare le performance positive di alcuni segmenti: su tutti l’arredo, che cresce del 6%, ed i periodici economici che crescono di oltre il 20%. In linea con il 2016 i maschili attualità. La speciale, che comprende non solo gli inserti ma i progetti speciali e gli eventi su cui le concessionarie sono impegnate ormai da tempo, ha chiuso in sostanziale pareggio rispetto al 2016 e ha raggiunto una quota pari al 10% del totale fatturato della stampa periodica. Difficile interpretare l’andamento della periodica nella seconda parte dell’anno che ha avuto sì un miglioramento del trend ma con risultati discontinui nei mesi: settembre -2%, ottobre -9%, novembre -4% e dicembre -4%».

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