Per i colossi è tempo di valutazioni. Come sono andate Amazon, Apple e Alphabet?

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Amazon promossa a pieni voti, Alphabet bocciata e Apple rimandata nonostante i conti record. I tre gruppi hanno pubblicato i propri bilanci trimestrali nella stessa giornata, a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro. Come sono andati?

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Amazon da record

Jeff Bezos, patron di Amazon

Amazon ha registrato il suo nuovo record di utili: 1,86  miliardi di dollari. Il precedente primato risaliva al secondo trimestre 2016 ed era praticamente la metà di quello attuale. Il gruppo sta quindi cominciando a tradurre l’imponente fatturato (nell’ultimo trimestre 60,5 miliardi, dato anche questo oltre le attese) in profitti. Anche se una bella mano è arrivata dalla riforma fiscale americana, che avrebbe apportato un beneficio di 789 milioni. Anche al netto delle nuove norme, il trimestre (che rappresenta l’undicesimo consecutivo in utile) sarebbe comunque stato il migliore di sempre in termini di risultato netto. Amazon ha dimostrato di essere molto più  di e-commerce. Cresce il fatturato dei servizi (Amazon Web Services); sono arrivati 1,74 miliardi dalla pubblicita’; il taglio dei prezzi di Whole Foods (la catena di supermercati acquisita a giugno) ha avuto effetti positivi sulle vendite; lievitano gli abbonati di Prime e sta esplodendo anche il business di Alexa ed Echo. Nei primi minuti di contrattazione, il mercato premia il titolo con un progresso che sfiora il 6%.

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Apple è rimandata

Luca Maestri, cfo di Apple

Il conto economico fa sorridere Cupertino: il trimestre è stato il migliore di sempre sia in termini di utili (a 20 miliardi) che di ricavi (88,3 miliardi). Gli iPhone hanno fruttato 61,5 miliardi, il 13% in più rispetto a un anno fa. Eppure la Mela e’ stata al di sotto delle aspettative per i volumi di vendita degli iPhone (-1% anno su anno) e per le attese del trimestre in corso (tra i 60 e i 62 miliardi di dollari). L’iPhone X non ha quindi fatto decollare le vendite, anche se ha assicurato ricchi incassi. Dal punto di vista finanziario, Apple ha anche rivelato un altro elemento importante: il cfo Luca Maestri ha affermato di voler ridurre la posizione finanziaria netta “praticamente a zero”. Significa che, nei prossimi anni (Maestri non ha rivelato entro quando), Apple utilizzerà l’imponente liquidità accumulata per ripagare gli azionisti e per nuove acquisizioni. All’apertura di Wall Street, il titolo e’ piatto, risultato di un equilibrio tra conti record e attese in parte ridimensionate.

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La delusa della giornata è Alphabet

Ruth Porat, cfo di Alphabet

La holding che controlla Google, penalizzata in apertura da un calo del 4,11%. La societa’ ha accusato una perdita netta di 3 miliardi di dollari. Il passivo, però, è dovuto in gran parte all’impatto della riforma fiscale statunitense. Il disappunto dei mercati, quindi, è più che altro rivolto alle aspettative deluse: al netto delle novità fiscali, infatti, Alphabet avrebbe registrato un utile di 6,8 miliardi, pari a 9,7 dollari per azioni contro i 9,9 indicati stimati dagli analisti. Non è quindi bastato il balzo del fatturato: +24% a 32,32 dollari contro i previsti 31,8 miliardi. Come di consueto, a spingere i conti sono i ricavi pubblicitari di Google, che ammontano a 27,2 miliardi e rappresentano l’84% del fatturato dell’intero gruppo.

 

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