Ignazio La Russa è stato assolto dall’accusa di diffamazione nei confronti di Giancarlo Tulliani

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La vicenda risale al 2010. Il parlamentare in una trasmissione tv aveva detto: «Giancarlo Tulliani non è proprio uno stinco di santo» parlando della vicenda legata alla compravendita dell’ appartamento di Montecarlo ceduta ad An dalla contessa Colleoni

Ignazio La Russa

«Giancarlo Tulliani non è proprio uno stinco di santo». Questa frase era costata al parlamentare Ignazio La Russa l’accusa di diffamazione, ma oggi i giudici del tribunale Monocratico di Roma lo hanno assolto accogliendo la richiesta del pm.

La vicenda risale al 2010 quando La Russa, parlando ad una trasmissione di Rai Due della vicenda legata alla compravendita del famoso appartamento di Montecarlo ceduta ad An dalla contessa Colleoni, definì «non proprio uno stinco di santo», Tulliani, cognato dell’ex presidente della Camera Gianfranco Fini, per il quale proprio pochi giorni fa la procura di Roma ha sollecitato il processo, assieme allo stesso Fini ed altri componenti della sua famiglia, nell’indagine che riguarda anche l’immobile monegasco.

Ascoltato nel corso del processo La Russa, difeso dall’avvocato Valentino, si è detto «stupito della necessità di comparire come imputato. Nelle mie parole verso Tulliani sono stato anche morigerato perché ero a conoscenza dei suoi atteggiamenti presuntuosi che facevano leva esclusivamente sul rapporto di parentela con Fini che lui rivendicava. All’epoca dell’intervista era su tutti giornali la storia dell’appartamento di Montecarlo: una vicenda che mi addolorava molto così come addolorava le tante persone vicine al partito che avevano visto quell’appartamento finire in modo poco trasparente a Tulliani».

Edoardo Rizzo, La Stampa

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