Elezioni, Giachetti (Pd) rinuncia al plurinominale

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Roberto Giachetti

“Rinuncio al plurinominale. Rinuncio al paracadute”. Lo ha scritto Roberto Giachetti rivolgendosi al segretario del Pd, Matteo Renzi, in un lungo post pubblicato stamattina sulla sua pagina Facebook: “Caro Matteo, scrive il vicepresidente della Camera – ti chiedo di lasciarmi libero di giocarmela senza paracadute, senza reti di protezione, senza garanzie. Io e la mia città, io ed il territorio dove vivo da 50 anni, io ed il mio amore per la mia città e per la politica. Lo so: a guardare i risultati delle precedenti elezioni non ho molte chances. Il collegio 10 è di quelli persi. Ma io ci credo. Io amo la politica. E’ la mia vita”.

“Ho un pensiero che mi ronza in testa da giorni come una mosca fastidiosa – cosí inizia la lettera di Giachetti a Renzi – che cerchi di cacciare via ma che poi si posa sempre in posti diversi e non ti molla finche non riesci a schiacciarla. Ecco, ho deciso. Mi libero di questo pensiero facendo quello che il cuore prima della mia testa mi chiedono. E’ la mia decisione: in fondo spetta innanzitutto a me”.

“In tutti i prospetti che girano sulle candidature – scrive l’ex candidato sindaco a Roma – c’è una casella sul proporzionale con un nome certo: Giachetti. Sarei ipocrita se ti dicessi che la cosa non mi faccia piacere: penso che, in qualche modo, sia il riconoscimento di un impegno nel partito, e più in generale in politica, che mai mi era stato riconosciuto in passato. Di questo non posso che ringraziare”.

Tuttavia, continua il ragionamento di Giachetti, “sento dentro di me che quella casella mi sta troppo stretta. Non corrisponde alla mia storia, alla mia cultura, al mio sentire. Il Partito Democratico sta vivendo un momento difficile, e nella nostra difficoltà si riflettono tutti i pericoli per il nostro Paese. E allora no. Quel paracadute sarebbe per me un vestito sgualcito e stretto, un trapianto di pelle, un cibo avariato. Non lo voglio”.

“Penso che sia mio dovere fare l’unica cosa che potrebbe rappresentare un valore aggiunto per il centrosinistra, e non la penalizzazione di un vero rinnovamento. Non voglio essere un tappo. Non sarò un tappo. Rinuncio al plurinominale. Rinuncio al paracadute. Sono in Parlamento da 17 anni e, nonostante questo, ogni volta che varco l’Aula di Montecitorio mi emoziono come un bambino”.

Repubblica.it

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