Addio a Giuseppe Sgarbi, padre di Vittorio

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Giuseppe Sgarbi, detto «Nino», coltivò con la moglie Rina la passione dell’arte
e del racconto. L’ultimo romanzo «Il canale dei cuori» in uscita l’8 febbraio per Skira

Giuseppe e Vittorio Sgarbi

Giuseppe Sgarbi (detto «Nino»), scomparso oggi a 97 anni, era farmacista, ma ha sempre amato anche leggere, inventare e raccontare storie. Storie, soprattutto, della campagna veneta dove era nato (a Badia Polesine, il 15 gennaio 1921), della sua famiglia (il padre Vittorio, la mamma Clementina) e dell’incontro con Caterina «Rina» Cavallini, la «spaccatutto» conosciuta nei laboratori di Chimica dell’Università di Ferrara, sposata pochi mesi dopo all’insaputa di tutti; dei figli Vittorio e Elisabetta; della sua farmacia e della sua casa di Ro Ferrarese trasformata in cenacolo di intellettuali artisti (Giuseppe Bassani, Valerio Zurlini, Alberto Moravia, Umberto Eco, Federico Zeri, Pier Vittorio Tondelli).

Queste storie, intriganti e piene di entusiasmo, erano rimaste chiuse nella sua memoria fino a pochi anni, fino a quando (novantatreenne) la figlia Elisabetta lo aveva in qualche modo «costretto» a metterle su carta. Erano nati così quattro romanzi in cinque anni, tutti editi da Skira: Lungo l’argine del tempo (2014, Premio Bancarella Opera Prima e Premio internazionale Martoglio); Non chiedere cosa sarà il futuro (2015); Lei mi parla ancora (2016, Premio Riviera delle Palme), struggente, appassionata elegia dedicata alla sua «Rina». Fino all’ultimo Il canale dei cuori (con le acque del fiume Livenza trasformate in un pretesto ancora una volta per ricordare, sempre in bilico tra malinconia e amore), in uscita l’8 febbraio (sempre per Skira).

Stefano Bucci, Corriere.it

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