Nonostante il blocco in Cina, Google ha aperto un terzo ufficio a Shenzhen

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Il motore di ricerca Google in Cina è ufficialmente bloccato, non puo’ operare, ma questo non ha impedito all’azienda Usa di aprire il suo terzo ufficio nel Paese asiatico, a Shenzhen e cioè ai confini con Hong Kong, in quella che molti definiscono la Silicon Valley cinese. E’ qui che hanno sede i colossi dell’high tech cinese Huawei e Tencent ed e’ qui che Google e Facebook hanno i loro uffici, malgrado non siano ufficialmente abilitati a operare in Cina. In realta’ il mercato cinese e’ troppo ricco e vasto perche’ dei colossi del settore come Google e Facebook possano pensare di restarne fuori. Il motore di ricerca di Google è vietato in Cina dal 2010 e cioe’ da quando e’ iniziato il suo braccio di ferro con la censura cinese, la quale ha vietato l’accesso ad alcune parole chiave considerate politicamente off limits, come la “strage di piazza Tienanmen”. Nonostante il bando Google conserva la sua presenza in Cina e non ha mai smesso di trattare il suo rientro con le autorità di Pechino, una materia che rientrerà anche nelle trattative tra Cina e Usa, che si svolgeranno nell’ambito della prossima visita di Donald Trump in Cina. “Hanno incominciato a capire cosa vogliamo da loro” spiega al FT, Liu Binjie, un parlamentare cinese incaricato di tenere i contatti con Google, secondo il quale il colosso Usa avrebbe cominciato ad ammorbidire le sue posizioni sull’utilizzo delle parole chiave invise a Pechino. Lui inoltre non nasconde che a rendere piu’ amichevoli i rapporti con Google potrebbe essere utile un ammorbidimento delle posizione dell’amministrazione Trump sul commercio con la Cina.

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