Salvini sfida Equitalia: pace fiscale per cartelle sotto i 200mila euro

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La strategia del leghista: incassare solo il 15% dei crediti. «Ridiamo i soldi agli italiani»

C’è chi le cartelle esattoriali se le sogna ogni notte. Sono in tanti e Matteo Salvini lo sa. Non solo lui. Davanti a Lucia Annunziata dice che questa non è una promessa, ma un impegno. Una pace fiscale per tutte le cartelle di Equitalia sotto i 100mila euro. In realtà la cifra non è esatta. Non cento, ma sotto i 200mila euro. Non è un gioco al raddoppio, ma un errore in diretta di Matteo perché poi arriverà una precisazione dagli uffici del Carroccio. Il leader della Lega lancia così il suo programma elettorale, promettendo un sospiro di sollievo a tutti quegli italiani che sono sommersi dai debiti e non ce la fanno a pagare ciò che devono allo Stato. Lo aveva anticipato già nei giorni scorsi, ospite alla trasmissione Di martedì di Giovanni Floris e lo ha ribadito ieri, parlando a In mezz’ora con la giornalista Lucia Annunziata: se il centrodestra vincerà le elezioni il suo impegno per fisco e tasse sarà una priorità. «Sono quindici anni che l’Europa ci chiede sacrifici ha spiegato il segretario del partito del Carroccio e di tagliare tutto il tagliabile per il bene dei nostri figli. Il risultato di questi quindici anni è che il debito pubblico è aumentato di quasi mille miliardi di euro. E quello che è stato tagliato è il risparmio degli italiani. Bisogna rimettere i soldi in tasca ai cittadini». Ha quindi proseguito: «Se mandi una persona in pensione a sessant’anni e al posto suo assumi un ragazzo di vent’anni, va a finire che coi sacrifici siamo tornati indietro, anziché andare avanti». La proposta di Salvini è chiara: «Il condono usa e getta non va bene, non è quello che vogliamo. Semmai optiamo per una pace fiscale. Milioni di italiani sono ostaggio di Equitalia e non pagheranno mai quelle cartelle. Quindi, posso far finta di niente o posso convocare uno di questi italiani, che hanno una cartella sotto i 200mila euro e chiedere (in media) il 15 per cento di quello che non mi daranno mai. Una percentuale minima e così tu puoi tornare a lavorare». A spiegare la questione è Armando Siri, consigliere economico di Matteo Salvini. «Il volume delle cartelle maturato presso Equitalia chiarisce a oggi vale 1.054 miliardi di euro. Una parte di questi soldi non sono riscuotibili perché la persona è defunta oppure la sua attività è fallita, una parte perché il soggetto è nullatenente e non ha beni mobili o immobili intestati». «C’è poi, però, una serie di cittadini che potrebbero pagare, ma che magari hanno chiuso la propria attività. Il volume di soldi esigibili continua ammonta a circa 600 miliardi di euro. Se noi a queste persone chiediamo, a seconda delle condizioni in cui si trovano, di pagare una percentuale del 6,10 o 25 per cento di quanto devono a Equitalia, riusciremo a intascare una buona parte dell’ammontare che, altrimenti, non avremmo mai». E conclude: «Questa parte inserita nel programma elettorale della Lega non è altro che il disegno di legge 31/70 sulla Flat tax. Naturalmente non si parla di singole cartelle, ma di debiti sotto ai 200mila euro». Una misura che va anche nella direzione di poter dare una possibilità di ripartire a chi pensava di non potercela fare più a causa della crisi e della concorrenza sempre crescente.

il giornale

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