Mondadori mette in vendita l’ebdomadario TuStyle

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La casa editrice di Segrate cerca acquirenti per la testata settimanale che diffonde 77 mila copie

Il segmento dei femminili resta strategico per il gruppo

Ernesto Mauri, ad di Mondadori

Il gruppo Mondadori sta cercando acquirenti per la testata settimanale femminile TuStyle. Necessario, infatti, razionalizzare e ridurre i rischi per il futuro nelle rinnovate strategie imposte alla divisione periodici dall’amministratore delegato Ernesto Mauri. Il giornale, fondato nel 1999 e attualmente diretto da Marina Bigi, si è dimostrato l’anello debole del comparto femminile di Segrate: ha un target medio non così interessante dal punto di vista pubblicitario e pure nella versione digital fatica a trovare una sua dimensione.

Non è, tuttavia, una testata completamente decotta considerando le vendite: in novembre, ad esempio, TuStyle ha diffuso 77 mila copie medie, di cui 73 mila vendute in edicola. Proprio per questo, quindi, Mauri cerca di trovare acquirenti interessati a rilanciare il settimanale, che in una realtà dai costi gestionali inferiori rispetto a quelli di Mondadori potrebbe avere ancora un senso.

Per la casa editrice di Segrate il segmento dei femminili resta comunque molto strategico: da un lato c’è il network di Grazia (in Italia il settimanale, in novembre, ha una diffusione di 122 mila copie con 84 mila copie vendute in edicola e nei primi nove mesi del 2017 ha una raccolta pubblicitaria carta+digital in crescita del 7,5% sullo stesso periodo 2016), dal sapore internazionale, con 24 edizioni sparse nel mondo, e una rete mondiale che, tra stampa, digital, social ed eventi, raggiunge 17 milioni di lettori, con 10 milioni di copie al mese e 30 milioni di utenti unici; dall’altro c’è la corazzata Donna Moderna, con le sue 161 mila copie medie diffuse in novembre (di cui 115 mila in edicola). C’è pure la terza gamba, quella di Starbene, un po’ più debole con le sue 52 mila copie di diffusione settimanale (36 mila in edicola) e che però presidia, meglio degli altri, lo strategico segmento della salute e del benessere, giocandosela con Viversani e belli di Universo (63 mila copie diffuse e vendute tutte in edicola). Confidenze, invece, è un po’ una cosa a parte per Mondadori, con la sua formula piuttosto unica e 64 mila copie diffuse (di cui 49 mila in edicola).

Quanto alla concorrenza, sul fronte dei settimanali, esclusi Io Donna e D allegati a Corriere della sera e Repubblica, non è che rimanga molto: la testata più venduta è Intimità di Quadratum, con 155 mila copie diffuse di cui 146 mila in edicola, seguita da Gioia di Hearst magazines Italia a 102 mila copie diffuse in media a novembre (88 mila in edicola) e da F di Cairo editore a 102 mila copie diffuse, di cui 100 mila in edicola.

TuStyle viene messo in vendita anche per la minore forza del suo brand (nel 1999 era stato lanciato come prodotto destinato a sfondare nel canale dei super e ipermercati, poi venne ritarato su un target molto giovane), meno capace, rispetto agli altri di Mondadori, di prestarsi ad operazioni di extension sugli eventi o sul digitale. Nelle strategie del business periodici di Segrate, infatti, carta stampata e digital devono andare a braccetto, soprattutto dopo l’integrazione con la vecchia Banzai Media, acquisita a metà 2016. Grazia ha per esempio lanciato pure la Grazia Factory, coinvolgendo oltre 20 influencer. E, per la prima volta, da un portale come Giallo Zafferano si è poi deciso di lanciare un mensile cartaceo. Necessario, quindi, un mix di iniziative, per sostenere i conti dei periodici, che nei primi nove mesi del 2017, per Mondadori, hanno avuto in Italia ricavi diffusionali in calo del 5% e raccolta pubblicitaria, carta+digital, in crescita dell’1,4%.

Claudio Piazzotta, ItaliaOggi

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