Quagliarello commenta la questione sulle banche popolari: “Quelle notizie spiegano molte cose”

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Gaetano Quagliariello

“Le notizie emerse sui quotidiani di oggi in merito alla circolazione di informazioni dettagliate prima del varo del decreto di riforma delle banche popolari impongono tre considerazioni generali e una notazione politica conclusiva”. Lo afferma il senatore Gaetano Quagliariello, leader di ‘Idea’. “La prima considerazione – prosegue – riguarda la rilevanza degli interessi economici che si nascondevano dietro l’operazione compiuta sulle banche popolari. La seconda e’ il giudizio evidente che si puo’ trarre sull’affidabilita’ di una classe politica che e’ stata in questi ultimi anni al governo del Paese e sulla sua terzieta’ nei confronti degli interessi economici, perche’ al di la’ del fatto che qualcuno abbia cercato di approfittarne, sul piano dell’accountability politica e’ grave che certe informazioni siano state dettagliatamente divulgate. La terza considerazione e’ che questa vicenda aiuta a chiarire le ragioni dell’attenzione ‘speciale’ di Renzi nei confronti delle banche popolari e contribuisce a spiegare le dichiarazioni di impazienza del segretario del Pd rispetto all’avvio della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, dalla quale Renzi, preconizzando misteriose ‘scosse’, disse di aspettarsi rivelazioni sulle popolari e in particolare sulla Popolare di Bari, nei confronti della quale l’attenzione ‘speciale’ si e’ in effetti concretizzata con coincidenze a dir poco sospette che intrecciano altre vicende bancarie ben note alle cronache. Tutto cio’ premesso – osserva Quagliariello -, se ne puo’ trarre una considerazione finale. Se la classe politica di cui sopra, pur avendo nell’armadio scheletri come quelli rivelati oggi dai giornali, ha pensato di poter condurre una campagna elettorale incentrata sulla Commissione d’inchiesta sulle banche, e’ evidente che questa classe politica ha contato sull’assoluta inettitudine dei suoi avversari e delle opposizioni, sbagliando clamorosamente i conti. E un leader che al dunque non e’ capace neppure di valutare i propri interessi politici – conclude -, figuriamoci come puo’ pensare di fare gli interessi del Paese”.

AGI

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