di Cesare Lanza per LaVerità
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Renato Brunetta
Ormai da tempo l’ex ministro
è il più attendibile e costante critico del nuovo asse Di Maio-Salvini. Professore di economia, è intransigente soprattutto sulla finanza e gli sprechi, per ultimo il Def. Si documenta e attacca duro, ma mettendo sul tavolo le cifre. Interviste si affiancano al suo implacabile blog. Rispettato e temuto dagli avversari
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Maurizio Martina
Ha 40 anni, l’età ideale per
spiccare il volo. Invece, sembra che abbia piombo nelle ali. A Roma, per la manifestazione del Pd, ha fatto la voce grossa, urlando come un ossesso: «Siamo fondamentali per la democrazia, abbiamo capito la lezione!». Ma quando mai? Il congresso non arriva, il candidato unitario non si trova. E Matteo Renzi gli ha rubato la scena.
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Francesco Molinari
È il campione del golf, la
vittoria europeadeterminata da lui contro gli americani, sta ottenendo il miracolo di rendere popolare e amato anche in Italia questo sport elitario. Gli rimproverano un carattere gelido, ma Chicco così lo chiamano gli amici finalmente si è emozionato dopo il successo e la conquista di un difficile record; addirittura ha pianto in diretta tivù.
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Marco Damilano
La crisi, o comunque le
difficoltà dell’Espresso, che dirige, somigliano a quelle del Pd: simbolo del disfacimento di una certa sinistra radical chic, purtroppo più chic che radical. Molte chiacchiere, sarcastiche accuse agli avversari… Ultima copertina sul presunto razzismo italiano: Damilano è simpatico, ma è sicuro che sia questo il nostro problema?
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Giuseppe Marotta
Salvo sorprese, l’ad della
Juventus esce a testa alta dal club. Grande colpo di scena per il mondo del calcio (e non solo), oscuri finora i motivi che hanno spinto la proprietà – in primis Andrea Agnelli – a chiedergli di togliere il disturbo. Disturbo? In otto anni, Marotta ha contribuito a vincere sette scudetti e un mucchietto di record e trofei. Si voleva di più?
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Simone Inzaghi
Ha vinto solo tre volte in 16
incontri con le big. Un motivo ci sarà! Manco a dirlo, all’inizio due tonfi con Napoli e Juve. A seguire quattro vittorie consecutive. E la Roma arrivava al derby con una brutta crisi e polemiche tormentose. Risultato? Trionfo della Roma. Forse ci vorrebbe uno psicanalista. Bravo, però.