Banche, interruppe e contestò Renzi alla festa dell’Unità di Bologna: il Pd ora querela l’anziana risparmiatrice

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Giovanna Mazzoni, ex cliente di Carife, aveva gridato e sventolato una bandiera con scritto “No Salva Banche” durante un comizio del 2 settembre. Episodio dimenticato se dopo 3 mesi e mezzo il tesoriere dei democratici Bonifazi non avesse presentato querela

 

Si presentò alla festa dell’Unità di Bologna e, mentre dal palco parlava il segretario del Pd Matteo Renzi, lo interruppe, urlando e sventolando una bandiera sulla quale si leggeva “No Salva Banche”. Ora, tre mesi e mezzo dopo, il Partito democratico ha denunciato Giovanna Mazzoni, una risparmiatrice di Ferrara, rimasta danneggiata dal crac della Cassa di risparmio della città emiliana. “Io mi sono alzata una mattina, mio marito mi ha detto ‘guarda che i nostri soldi non ci sono più. Io ho risposto, ‘ma no, è uno scherzo, non è possibile, troveranno un rimedio‘”, spiegò la donna più tardi, quel giorno. La querela è stata firmata dal tesoriere del partito Francesco Bonifazi ai carabinieri di Firenze, ma procederà la Procura di Bologna con l’aggiunto Valter Giovannini. Secondo la denuncia presentata dal Pd la signora Mazzoni gridò: “Voi avete rubato, rivogliamo i nostri soldi”. Tanto che Renzi dal palco replicò “Voi avete rubato lo dice a sua sorella”. Così, con quella replica (al microfono) a una frase gridata da una persona isolata in platea (sia pure ripresa dai giornali), sembrava che tutto fosse finito quel 2 settembre, quando la Mazzoni fu accompagnata fuori dalla festa dal personale del servizio di sicurezza. Invece no. Il Pd ha avviato l’azione legale: sarà la magistratura a valutare se si è trattato di legittima critica politica fatta da un cittadino oppure se è stata lesa la reputazione del partito, come sostiene la querela. Per il Partito democratico, sì: quelle espressione sono diffamatorie nei confronti degli appartenenti al partito e dei dirigenti, aggiungendo che video della contestazione avevano trovato spazio anche su alcuni siti web.

Il Fatto Quotidiano

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