Corea del Nord. Per Kim, le sanzioni Onu sono un atto di guerra

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La replica di Pyongyang alle nuove misure delle Nazioni Unite: «Consolideremo ulteriormente il nostro deterrente nucleare per sradicare le minacce e i ricatti degli Usa»

Kim Pyongyang

«Un atto di guerra». Così la Corea del Nord ha definito le nuove sanzioni imposte dall’Onu. «Consolideremo ulteriormente il nostro deterrente nucleare – fa sapere in una nota il ministero degli Esteri di Pyongyang – per sradicare radicalmente le minacce nucleari degli Usa, i loro ricatti e le mosse ostili per stabilire un equilibrio con i loro armamenti».

«Rifiutiamo completamente le ultime sanzioni come violente violazioni della sovranità della nostra repubblica e come un atto di guerra che distrugge la pace e la stabilità della penisola coreana e della regione», ha affermato il ministero degli Esteri nordcoreano: «Se gli Stati Uniti desiderano vivere in pace, dovrebbero abbandonare la sua politica ostile contro la Repubblica democratica popolare di Corea, e imparare a convivere con un paese dotato di armi nucleari», si legge nella nota. Pyongyang ha accusato Washington di «manipolare» la nuova risoluzione delle Nazioni Unite e di mettere in pratica un «blocco economico totale» nei confronti della Corea. Venerdì scorso l’Onu ha imposto nuove sanzioni per il recente test sui missili balistici intercontinentali: la risoluzione si propone di vietare quasi il 90% delle esportazioni di petrolio raffinato verso la Corea del Nord, fissando il limite a 500mila barili all’anno e le forniture di greggio a 4 milioni di barili l’anno.

Corriere.it

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