Carrai sulla questione Etruria: “Domandare è lecito, Renzi non sapeva nulla”

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“Come ha detto lui: no”. Cosi’ in un’intervista al Corriere della Sera l’imprenditore Marco Carrai risponde alla domanda se Matteo Renzi fosse a conoscenza del suo interessamento per Banca Etruria. “A me se in quella banca ha lavorato il padre della Boschi non interessa e non interessava nulla, prosegue Carrai, sottolineando come la Fondazione Open, del cui Cda è componente, non ha mai ricevuto finanziamenti da Banca Etruria. Circa, poi, l’opportunità della sua attività in relazione a Etruria, visti i suoi legami con Renzi, Carrai risponde che “non è né opportuno né inopportuno. E’ indipendente, è il mio lavoro. Io non sono un politico, non appartengo a nessun partito e non mi cibo di questi banchetti mediatici. Io, ora come allora, ero ambasciator privato. Tanto che Renzi non sapeva nulla. Il mio cliente, che stava lavorando sul dossier della Federico del Vecchio, era interessato a sapere se Unicredit chiudesse o meno su Etruria. Il suo legittimo interesse era sapere chi fosse il futuro proprietario della banca. Domandare e lecito. Ghizzoni, che stimo molto, come lui stesso ha detto mi conosce per questo, per essere un consulente privato e non come interlocutore del Governo”. Carrai spiega anche che nella mail a Ghizzoni ha “sollecitato gentilmente i tempi della risposta, non la sostanza della risposta: il tempo del business economico non è un tempo di ruminatio. Per questo ho voluto portar rispetto premettendo ‘nel rispetto dei ruoli’. Nel rispetto delle scelte individuali di una banca. E poi è impossibile che una banca come Unicredit si lasci ‘imprimere’ da me o da chicchessia. Mi sembra che lo abbia ben chiarito anche Ghizzoni nella sua audizione”. L’imprenditore sottolinea infine che “i miei affari dalle dimissioni di Renzi ne hanno risentito in modo positivo. Nel 2016 con Renzi a palazzo Chigi abbiamo toccato il minimo storico degli utili. Nel 2017 invece sta andando molto bene. La mia azienda di cybersecurity, ad esempio, ha rischiato di fallire perché in modo corretto ho sospeso la commercializzazione quando è uscita la possibilità di un mio incarico al Governo, per giunta mai concretizzato. Poi a inizio 2017 ci ho messo dentro capitali e sono ripartito e ora sta andando molto bene”.

ItaliaOggi

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