Ultim’ora dalla Commissione banche. Parla Visco: “Mai detto che andava tutto bene”

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Ignazio Visco

“A determinare l’evoluzione del sistema finanziario italiano non è stata una vigilanza disattenta ma la peggiore crisi economica nella storia del nostro Paese”. Lo ha detto Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, in audizione davanti alla Commissione di inchiesta sulle banche.

Il “forte deterioramento degli attivi delle banche e le crisi degli ultimi anni sono in primo luogo l’inevitabile conseguenza della duplice, profonda recessione che ha colpito l’economia italiana” ha affermato Visco. E “le conseguenze della doppia recessione sul sistema finanziario sarebbero state ben peggiori senza la nostra attività di supervisione”.

“MALA GESTIO” – “La mala gestio di alcune banche, comunque, c’è stata – ha evidenziato il governatore – e l’abbiamo più volte sottolineato; le gravissime condizioni dell’economia hanno fatto esplodere le situazioni patologiche”. “La gestione tanto dei casi di difficoltà quanto degli episodi di crisi è stata portata avanti in un quadro regolamentare che andava mutando drasticamente, sia sul fronte della vigilanza sia su quello della risoluzione delle crisi bancarie”, ha rilevato Visco. Secondo il governatore, “numerose scelte tecniche assunte in sede europea sono state condizionate dall’orientamento di Paesi che erano intervenuti massicciamente con fondi pubblici per sostenere sistemi bancari duramente colpiti dalla crisi finanziaria globale. In un contesto macroeconomico particolarmente sfavorevole, queste scelte non hanno giovato alla rapidità e all’efficacia della gestione delle crisi bancarie nel nostro Paese”.

“MAI DETTO CHE ANDAVA TUTTO BENE” – La Banca d’Italia, ha affermato Visco, aveva avvertito che il sistema creditizio “stava subendo i contraccolpi di due forti recessioni in tre anni e che la qualità del credito stava peggiorando”. Non è quindi “vero che avrebbe sempre detto che andava tutto bene, sottovalutando la situazione”.

“MAI PRESSIONI PER FAVORIRE BPVI” – Inoltre, ha scandito il governatore, la Banca d’Italia “non ha mai fatto pressioni su nessuno per favorire la Banca Popolare di Vicenza o sollecitarne un intervento.

Adnkronos

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