È stato un bel 2017 per Citynews: i ricavi son cresciuti del 20 percento

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Nel 2017 il network di testate locali bisserà la crescita dei ricavi dello scorso anno

Investimenti nell’area commerciale e altre 6 acquisizioni

Fernando Diana

Una crescita dei ricavi del 20% nel 2016 a 6,8 milioni di euro, e un bis anche quest’anno, con un incremento simile al precedente. Così anche per gli utili: 272 mila euro nel 2016 da destinare principalmente alla copertura delle perdite pregresse e un dato positivo per il 2017 che seguirà la stessa strada.

Citynews, il network di testate di informazione locale online fondato nel 2010 da Luca Lani e Fernando Diana, sta proseguendo nel proprio piano di espansione sia nella presenza territoriale sia nella raccolta pubblicitaria, riuscendo comunque a mantenere sotto controllo i conti.

Nell’anno che sta per passare sono stati acquisiti CasertaNews.it, QuiComo.it e FrosinoneToday.it (in origine La notizia h24) ed è stato lanciato EuropaToday.it per le notizie dall’Unione Europea, mentre per il prossimo anno Lani e Diana stanno studiando altre sei acquisizioni con l’ingresso in Sardegna e Calabria. In questo modo il gruppo avrà raggiunto la copertura pianificata: resteranno fuori Basilicata, Molise e Valle d’Aosta, regioni in cui però l’investimento non sarebbe redditizio. Negli scorsi giorni, poi, l’accordo con Mediaset grazie al quale il network potrà utilizzare i video dell’area intrattenimento del gruppo televisivo da inserire nei propri siti.

«La crescita dello scorso anno e di questo sono state molto buone, considerato anche come sta andando il resto del mercato», racconta Diana. «Solo in piccola parte sono dovute all’ampliamento del perimetro (con i nuovi siti, ndr), per il resto stiamo raccogliendo i frutti dell’investimento nella struttura commerciale e marketing interna. Abbiamo una parte nazionale e una rete di vendita locale, perché la nostra caratteristica è di muoverci su due binari». Pubblicità locale e nazionale ormai raccolte in proprio (dal 2012 al 2014 la concessionaria era Fox) si suddividono in sostanza in parti uguali i 6,8 milioni di ricavi, ai quali contribuisce anche una piccola attività di e-commerce che però genera soltanto il 4/5% del fatturato.

In effetti anche guardando i conti si nota la trasformazione di Citynews in un’azienda più strutturata. I costi per servizi, che comprendono anche le collaborazioni così come le provvigioni agli agenti, nel 2016 sono cresciuti del 10,3% (4,8 mln), ma quelli del personale sono più che raddoppiati passando da 805,9 mila euro a 1,87 milioni. «Abbiamo operato una stabilizzazione del personale della parte editoriale utilizzando i vantaggi del jobs act, ma soprattutto abbiamo fatto un grande investimento nell’area commerciale», spiega Diana. «Siamo partiti con 20 persone e molti collaboratori, l’anno scorso eravamo 54, quest’anno abbiamo raggiunto circa 80 dipendenti».

Con le 47 testate Citynews ha totalizzato a settembre 623 mila utenti unici giornalieri secondo Audiweb, quinto sito di informazione nell’elaborazione realizzata mensilmente da ItaliaOggi e primo fra quelli online puri. Ma cosa pensa Diana delle difficoltà che stanno mostrando alcuni grandi siti americani, da Buzzfeed a Mashable, prima presi a esempio della crescita online? «Ci sono diverse considerazioni da fare. Nel nostro caso il modello legato anche alla pubblicità locale è fondamentale, perché in quell’ambito abbiamo meno competitor rispetto a quello nazionale. Inoltre penso che paghi ancora creare una relazione forte fra il marchio delle testate, gli utenti e gli investitori pubblicitari. Nei casi di difficoltà americani c’è un tema legato alla presenza nel mondo dei social, in cui non si sono chiarite ancora le condizioni di mercato, ci sono i ripensamenti degli investitori verso le pianificazioni automatizzate. C’è poi un altro scenario non definito, che riguarda il ruolo dei grandi operatori internazionali che stanno erodendo a monte le risorse pubblicitarie. Sono sicuro però, ripeto, che ha ancora spazio la qualità di un contesto editoriale tradizionale».

Andrea Secchi, ItaliaOggi

 

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