L’Ocse avvia una consultazione per le regole antievasione

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L’Ocse

L’Ocse avvia una consultazione pubblica sugli standard comuni per lo scambio automatico di informazioni (Crs) per gli accordi di elusione e di strutture offshore sul ruolo dei consulenti fiscali. L’adozione dei Crs per lo scambio automatico di informazioni sui conti finanziari ha lo scopo di limitare la capacità dei contribuenti di nascondere il loro reddito in paesi a fiscalità privilegiata. II documento di consultazione chiede un input alle parti interessate sulle nuove regole obbligatorie di divulgazione da applicare ai professionisti. Gli scandali di Panama e Paradise papers, infatti, hanno sottolineato il ruolo attivo dei consulenti e fornitori di servizi per la promozione attiva di regimi elusivi e l’uso diffuso di strutture offshore. Le regole del modello, quindi, hanno direttamente lo scopo di indirizzare i fornitori di servizi, che abbiano un coinvolgimento materiale nella progettazione, commercializzazione o implementazione di accordi di evasione degli standard Crs o di strutture offshore, a divulgare le informazioni sul regime alle autorità fiscali nazionali di appartenenza. Le norme prevedono che le informazioni su tali sistemi (compresa l’identità di qualsiasi utente o beneficiario effettivo) vengano poi messe a disposizione delle altre autorità fiscali in conformità ai requisiti del regime di scambio di informazioni applicabile. I ministri delle finanze del G7, nella dichiarazione di Bari del 13 maggio 2017, infatti, hanno invitato l’Ocse a «discutere di possibili soluzioni per affrontare le operazioni volte a eludere le segnalazioni stabilite dallo standard comune o volte a fornire rifugio di patrimoni in strutture non trasparenti». La dichiarazione afferma che le discussioni dovrebbero includere l’esame di «regole di divulgazione obbligatorie ispirate agli accordi di elusione delineati nella relazione sull’azione 12 del Beps».

Matteo Rizzi, ItaliaOggi

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