Di Maio attacca il centrodestra contrario alla chiusura dei negozi nei giorni festivi

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Luigi Di Maio

Luigi Di Maio va all’attacco di Silvio Berlusconi e del centrodestra sulla chiusura dei negozi nei giorni festivi. Il vicepresidente della camera leader e capo politico del M5S, dopo la presentazione “di una proposta di legge che punta a dare anche ai negozianti la possibilità di godersi un giorno di festa, senza che questo incida negativamente sui consumi e sull’economia”, sottolinea che gli attacchi del giornale di Silvio Berlusconi dimostrano come il centrodestra “non abbia a cuore la famiglia”. “Bene i consumi, bene gli acquisti, bene l’economia che prospera grazie a questo, ma facciamo in modo che anche chi lavora in questo settore possa godersi la propria famiglia e i propri affetti”, sostiene Di Maio nel blog di Beppe Grillo”. Di maio insiste proprio su questo concetto:  “È una proposta pensata per le famiglie, non di certo per penalizzare l’economia. Eppure Il Giornale, punto di riferimento di quel centro destra berlusconiano che almeno a parole dice di avere a cuore la famiglia, mi accusa di essere folle  come se volessi chiudere tutti i negozi in tutti i giorni di festa. La proposta invece, a prima firma Dell’Orco, è semplice e ricalca ciò che accade anche negli altri paesi europei, dove non esiste che i negozi debbano rimanere sempre aperti: prevede sei giorni di chiusura degli esercizi commerciali nel lotto dei dodici festivi comandati”. Insomma, Di Maio si propone come difensore della famiglia e cita anche la Conferenza episcopale italiana:  “È una misura che permette anche a chi ha un negozio e lavora nel commercio di  passare le feste insieme alla propria famiglia, di godersi un Natale o una Pasqua insieme ai propri figli, senza che i consumi ne risentano. Non è un caso che anche la Conferenza episcopale italiana, davvero attenta alle esigenze della famiglia, sostenga questa nostra proposta. Il Giornale, punto di riferimento del centro destra berlusconiano, evidentemente non ha a cuore la famiglia, ma nemmeno i nostri commercianti, medi e piccoli, che a gran voce ci chiedono di abolire le sciagurate liberalizzazioni di Monti. L’assenza di chiusure obbligatorie per i negozi, infatti, è un favore solo alla grande distribuzione, ai mega centri commerciali che sono responsabili della scomparsa e del fallimento dei piccoli negozi che prima animavano le nostre città e i nostri borghi”, osserva ancora Di Maio. Che si chiede: “Preferiamo un negozio che abbassa la saracinesca per sempre perché è stato ammazzato dalla concorrenza selvaggia o un negozio che rimane in vita e chiude una domenica per permettere ai propri dipendenti di riposare e stare in famiglia? Io non ho dubbi sulla risposta, così come non ho dubbi sull’idea di paese che vogliamo realizzare e credo che questo sia un tema sacrosanto su cui è giusto porre attenzione perché in ballo c’è la qualità della vita di centinaia di migliaia di persone. Per questo cominciamo con l’approvare la proposta Dell’Orco, che crea anche un fondo ad hoc per i piccoli negozianti, e poi lavoriamo per arrivare alla chiusura almeno di tutti e 12 i giorni di festa. Io sono certo che molti italiani ne sarebbero felici”.

ItaliaOggi

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