Per Renzi, il prossimo premier deve essere del Pd

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“L’importante è che il prossimo premier sia del Pd e non Matteo Salvini”. Lo afferma il segretario del Pd, Matteo Renzi, a ‘Che tempo che fa‘. Per Renzi “la partita sarà tra tre poli. Noi siamo una squadra. Io sono il segretario del Pd, due milioni di persone mi hanno chiesto di farlo. Poi avendo il referendum riportato le lancette indietro, l’incarico lo dà il presidente della Repubblica. Se permette la preoccupazione è che l’incarico non sia per Salvini, Berlusconi o Di Maio”. Renzi aggiunge: “Noi siamo una squadra, c’e’ Gentiloni ma ci sono anche altri nomi: Minniti, Franceschini, Delrio. E poi ci sono io che sono stato eletto da due milioni di elettori segretario e candidato premier del Pd. Siamo una squadra e ci vogliamo anche bene personalmente. Quando io mi sono dimesso ci siamo seduti intorno a un tavolo e abbiamo scelto Paolo in dieci minuti…”.  Renzi aggiunge: “C’è una straordinaria diversità tra noi e la destra: noi litighiamo e lo facciamo vedere, loro litigano su tutto ma non lo fanno mai vedere. Ma poi succede che su Gallitelli Salvini e Meloni prendono le distanze da Berlusconi e Berlusconi dice di essere stato frainteso”. La scelta fra governo di larghe intese o nuove elezioni in caso di assenza di maggioranza all’indomani del voto rappresenta per Renzi “un gioco della torre che non faccio nemmeno sotto tortura”. E in ogni caso “io ancora penso e credo che il centrosinistra possa farcela da solo”. Il leader del Pd sottolineando che “l’incarico spetta darlo solo al presidente Mattarella”, sottolinea che “quel che accade in Parlamento si potrà vedere solo il giorno dopo i risultati”. Quello dei risultati ottenuti e soprattutto quello che c’è ancora da fare è l’argomento affrontato invece da Renzi questa mattina. “Oltre alla legge sul biotestamento e sullo ius soli ci sono anche altre leggi ferme in Parlamento, vedremo se riusciremo ad approvarle entro la legislatura, ma non sono io che decido, non ho la bacchetta magica, non è più come prima, quando potevamo fare molte cose. Quando avevamo i numeri, la maggioranza, il partito e il governo abbiamo fatto cose che per anni non si erano fatte”, dice il segretario del Pd a Rtl 102.5.

ItaliaOggi

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