Eni informa che, sul sequestro dei misuratori, la società è parte offesa

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Claudio Descalzi, ad di Eni

Eni informa che il GIP del Tribunale di Roma ha disposto il sequestro preventivo dei misuratori di prodotti petroliferi situati presso le raffinerie e depositi della societa’ in Italia.
Tale provvedimento si inserisce in attivita’ di indagine che erano state avviate dalle Procure di Frosinone e di Prato nel 2010 e dalla Procura di Roma nel 2014, di cui la societa’ aveva gia’ dato notizia. I procedimenti sono poi stati riuniti di fronte alla Procura di Roma. Eni – si legge in una nota – ha costantemente fornito all’autorita’ giudiziaria la massima collaborazione, con l’intento di chiarire le proprie ragioni a sostegno della correttezza del proprio operato e dell’estraneita’ alle presunte condotte illecite. Nell’ambito di questa vicenda, Eni si ritiene parte offesa. La societa’, anche in considerazione delle conseguenze che deriverebbero, come effetto del provvedimento, dal fermo totale delle attivita’ di raffinazione e rifornimento di carburanti, richiedera’ la possibilita’ di utilizzo dei misuratori al fine di consentire il proseguimento di tali attivita’ e di ridurre per quanto possibile al minimo l’impatto verso i clienti, le societa’ e i servizi.

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