Ultim’ora sui mercati. Seduta contrastata per le principali borse europee, a Milano prosegue il rialzo di Enel

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Seduta contrastata per le principali Borse europee dopo che ieri Wall Street ha toccato nuovi massimi storici. Milano, è avanti di un’incollatura rispetto alle altre con Parigi e Francoforte praticamente invariate. Il rally del greggio (che in Asia vede il Wti guadagnare 87 centesimi a 57,7 dollari al barile) spinge Eni a ridosso di quota 14 dollari e Tenaris già brillante ieri. Acquisti anche su Leonardo – Finmeccanica e A2a, entrambi in rialzo dello 0,8% mentre l’Enel cresce ancora in scia al piano industriale e tocca 5,4 euro, massimo degli ultimi nove anni. Per contro, in coda al listino, perdono terreno Cnh Industrial e Yoox Net-A-Porter Group(-0,7%). Fuori dal listino principale tiene banco Carige, al primo giorno di aumento di capitale da 560 milioni (già coperto per 360 milioni) con azione e diritti sull’ottovolante. Sul fronte dei cambi, la moneta unica passa di mano a 1,176 dollari (1,174 ieri in chiusura) e a 131,77 (da 132). Il biglietto verde vale 112,04 yen (112,408).

Enel ancora in rialzo, ai broker piace il nuovo piano
Prosegue il rally dell’Enel dopo il piano al 2020, presentato ieri a Londra alla comunità finanziaria con il titolo che sale dello 0,6% a quota 5,4 euro, massimo da nove anni. Dopo i commenti e i report usciti ieri, anche oggi i broker hanno promosso il business plan presentato dall’ad Francesco Starace che fissa un dividendo minimo per il 2018 a 0,28 euro e un pay out del 70% che, nel 2020, sottolinea Mediobanca, proietta la cedola a 0,37 euro per azione. Gli esperti di Piazzetta Cuccia, che valutano l’azione neutral con target price portato da 4,3 a 5,5 euro, sottolineano come la semplificazione del gruppo in America Latina e’ un pilastro del business plan con il numero di compagnie operative che e’ stato ridotto da 69 a 53 e che Enel punta a portare sotto le 30. Inoltre, valutano positivamente il fatto che Starace abbia allontanato un M&A di grandi dimensioni perchè al momento non e’ visto come uno scenario che crea valore. In virtù dei nuovi numeri, Mediobanca ha migliorato le stime sul bilancio Enel allineandole sostanzialmente alla guidance 2017/2019 anche se resta sotto quella al 2020. Il giudizio neutral, invece, viene giustificato col fatto che Enel tratta 7,5 volte l’EV/Ebitda e, nel settore, gli analisti di Piazzetta Cuccia vedono un miglior profilo rischio rendimento nelle multiutility locali.
Anche Equita e’ positiva sul gruppo elettrico con un buy e target price a 5,65 euro e rimarca «l’enorme flessibilità finanziaria del gruppo». Il motivo? Per fine piano è stimato un debito/mol di 2,1 volte e «assumendo un piu’ ragionevole 2,5-3 volte la società avrebbe dagli 8 ai 15 miliardi di flessibilità finanziaria per operazioni straordinarie a sostegno sia del business che della remunerazione complessiva». Secondo Equita, inoltre, «le assunzioni di prezzo energia e CO2 sono conservative così come le ridotte produzioni idroelettriche in Chile che si assume non tornare ai livelli storici»: per questo il broker si attende un «rialzo delle stime di consensus nell’ordine del +3/+5% a livello di utile dal 2019».

Azioni e diritti Carige, domina la volatilità

Avvio a singhiozzo e all’insegna della volatilità per azioni e diritti di Banca Carige nel primo giorno dell’aumento di capitale da 560 milioni. Entrambi non sono riusciti a far prezzo in apertura e poi hanno iniziato a trattare con l’azione in rialzo (ha toccato anche +11%) e il diritto in ribasso. Per quanto riguarda la ricapitalizzazione, va ricordato che Malalcalza Investimenti, oltre a impegnarsi a sottoscrivere la sua quota del 17,587%, ha siglato un accordo per garantire eventuale inoptato dell’aumento da 560 milioni di Carige fino a massimi 69,48 milioni. I principali soci di Carige – come emerge dal prospetto informativo depositato ieri sera – si sono complessivamente impegnati a sottoscrivere 128,47 milioni dell’aumento. Per coprire i restanti 369,5 milioni dell’aumento in opzione ci sono in essere contratti ulteriori relativi a 234,4 milioni di euro: di questi 69,5 milioni verrebbero coperti da Malacalza Investimenti, 130 milioni dagli investitori che hanno sottoscritto accordi di garanzia di prima allocazione con Equita Sim e 35 milioni. La parte non coperta dell’aumento, tolte queste garanzie, e’ di 135 milioni.

Spread quasi stabile a 143 pb
Apertura di seduta poco mossa per lo spread tra BTp e Bund con il
rendimento dei decennali italiani che si mantiene sotto la soglia dell’1,8 per cento. Il differenziale di rendimento tra il decennale italiano benchmark e il pari scadenza tedesco in avvio di mattinata vale 143 punti base, uno in meno rispetto alla chiusura di ieri. Il rendimento dei decennali italiani e’ all’1,78% rispetto all’1,77% di ieri.

Cheo Condina, Il Sole 24 Ore (Il sole 24 Ore Radiocor Plus)

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