Passa la legge Ue dell’antidumping, voluta dall’Italia

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Via libera dell’Europarlamento alla norma voluta dall’Italia. Ora le importazioni dovranno rispettare standard internazionali per poter evitare la tagliola dei dazi

Antonio Tajani, presidente europarlamento

La fronda dei Paesi del Nord e il «no» più nostrano del Movimento Cinque Stelle non sono bastati: da ieri, con l’approvazione del Parlamento europeo (554 voti a favore, 48 contrari e 80 astensioni), il Vecchio continente può contare su una normativa anti-dumping che dovrebbe finalmente mettere un serio freno a quelle pratiche di vendite sottocosto, responsabili di danni ingenti soprattutto nei settori dell’acciaio e della manifattura tradizionale.

Nuove regole che aprono la strada a misure difensive (dazi), destinate ad avere le ricadute più evidenti nei confronti della Cina. Dove la mano lunga dell’intervento statale ha spesso determinato pratiche di concorrenza sleale. Con danni gravi per chi ha dovuto subire quel modo scorretto di fare impresa. È un intervento, quello di Bruxelles, fortemente sostenuto dal presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, e teso infatti a difendere le nostre aziende e a salvaguardare posti di lavoro. L’architrave del provvedimento, che entrerà probabilmente in vigore il prossimo gennaio, si basa sull’obbligo imposto ai partner commerciali extra-europei di utilizzare standard sociali e ambientali internazionali per evitare di incappare in misure anti-dumping. È questa una novità fondamentale, visto che per anni le politiche di vendita a basso costo si sono basate sul mancato rispetto di parametri fondamentali quali il lavoro, la tassazione e, appunto, l’ambiente.

Toccherà inoltre alla Commissione monitorare la situazione nei Paesi esportatori, mentre le imprese europee potranno basarsi sulle relazioni della Commissione per presentare reclami. Le regole fresche di approvazioni prevedono che non ci sarà alcun onere di prova supplementare per le imprese Ue nei casi di dumping, oltre all’attuale procedura; le piccole e medie imprese riceveranno assistenza nella gestione dei reclami e tutte le parti interessate. «La nostra politica commerciale deve rafforzare la base industriale e creare occupazione in Europa – ha spiegato Tajani in una nota – . Le nuove misure anti-dumping vanno nella giusta direzione. Prevedono strumenti di difesa commerciale adeguati, introducendo anche criteri sociali e ambientali e una chiara definizione delle distorsioni di mercato e dell’onere della prova». Soddisfatta Confindustria: «Il risultato di oggi (ieri, ndr) è senza dubbio il migliore che potessimo ottenere – ha commentato Lisa Ferrarini, vice presidente di Confindustria Europa – Ora occorrerà vigilare sull’attuazione degli impegni presi».

Bruxelles aveva presentato la proposta di riforma del sistema di calcolo anti-dumping un anno fa, in vista della scadenza (11 dicembre 2016) fissata dal protocollo di accesso della Cina all’Organizzazione mondiale del commercio per il riconoscimento dello status di economia di mercato a Pechino.

Rodolfo Parietti, Il Giornale.it

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