Snam racconta la storia d’Italia

Share

Un volume e una mostra al Museo nazionale della scienza di Milano sui 75 anni della società

Piattaforma integrata per comunicare il futuro dell’energia

Raccontare la storia di Snam significa ripercorrere le tappe della metanizzazione dell’Italia e dell’Europa e quindi del «miracolo economico italiano». Un’avventura lunga 75 anni che affonda le sue radici nella fondazione della Società Nazionale Metanodotti, nata nel 1941 per portare l’«oro blu» dapprima alle imprese manifatturiere attive nella pianura padana e poi in tutta Italia.

La società quotata a Piazza Affari dal 2001, celebra i 75 anni a Milano con una mostra, al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia della metropoli lombarda, un volume e un simposio con i propri stakeholder, intervenuti ieri insieme al presidente di Snam Carlo Malacarne e all’amministratore delegato Marco Alverà. Al primo Partners’ Day, dedicato al futuro dell’energia e all’innovazione tecnologica hanno partecipato, tra gli altri, il presidente dell’autorità per l’energia, il gas e il sistema idrico Guido Bortoni, il capo della Polizia Franco Gabrielli, il vice presidente della Commissione europea per l’Energy Union Maro efcovic, il presidente di Cassa Depositi e Prestiti Claudio Costamagna, l’amministratore delegato di Saipem Stefano Cao, l’amministratore delegato di Terna Luigi Ferraris, il chief gas & Lng marketing and power officer di Eni Massimo Mantovani, l’ex presidente di Snam Alberto Meomartini, il responsabile del Programma energia dell’Istituto Affari Internazionali Nicolò Sartori e Jonathan Stern, direttore della ricerca sul gas dell’Oxford Institute for Energy Studies.

«Il nome Snam è strettamente legato alla storia industriale del nostro paese», ha dichiarato il presidente di Snam Malacarne. «La capacità di mettere il nostro ingegno al servizio della collettività e di intrattenere con i territori un dialogo costante sono state e saranno le chiavi del nostro successo».

Nell’ottica delle celebrazioni Snam ha sviluppato un progetto di comunicazione integrata dal titolo «Re-Source. Il gas naturale nel futuro dell’energia», di cui fanno parte una mostra (aperta fino al 6 gennaio 2018) sul futuro dell’energia e un volume, edito da Rizzoli curato dal giornalista e storico Paolo Mieli e dall’economista ed esperta di energia Daniela Viglione. Il libro ripercorre in circa 150 pagine illustrate il presente e le prospettive del gas naturale, dalla metanizzazione dell’Italia all’internazionalizzazione di Snam.

La mostra, inaugurata ieri insieme al direttore generale del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Fiorenzo Galli, ruota intorno al «quadro sinottico» della rete nazionale dei gasdotti, il cervello del sistema di trasporto del gas, utilizzato da Snam per circa 30 anni. Dopo la sua recente sostituzione la società ha deciso di donare al Museo il precedente, lungo circa 33 metri e composto da 16 pannelli funzionanti che verranno esposti permanentemente nel piano dedicato all’energia.

Sia il libro sia la mostra evidenziano il ruolo fondamentale che il gas naturale svolge nel processo di decarbonizzazione a livello globale, oltre agli sviluppi tecnologici attuali e futuri in grado di consentire al metano di diventare una fonte rinnovabile e potenzialmente eterna.

La storia più recente di Snam prende le mosse dalla liberalizzazione del mercato del gas derivante dal decreto Letta, che dispone la separazione societaria delle attività di trasporto e dispacciamento da tutte le altre. Nel 2012 la presidenza del consiglio dei ministri ha varato il decreto che definisce modalità e termini della separazione di Snam da Eni. La società ha quindi intrapreso un percorso di crescita internazionale culminato nell’acquisto, in rapida successione, di quote significative in società di trasporto del gas europee, come Interconnector Uk (gasdotto sottomarino che collega Gran Bretagna e Belgio) a Tigf (operatore attivo in Francia), per proseguire con Tag (che collega la Russia all’Italia) e Gas Connect Austria. Dal dicembre 2015 Snam è uno dei principali azionisti del gasdotto Tap, che dal 2020 trasporterà in Italia il gas proveniente dall’Azerbaigian aprendo per tutta l’Europa il Corridoio meridionale del gas.

Marco Livi, ItaliaOggi

Share
Share