Arabia Saudita: McKinsey ha assunto figli di alti vertici

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La societa’ di consulenza Usa McKinsey ha assunto almeno otto figli e parenti di personalita’ di alto rango dell’Arabia Saudita. Lo rivela il Wall Street Journal, ricordando che la societa’ Usa e’ stata pagata milioni di dollari per aver fatto da consulente a un ambizioso piano di trasformazione dell’economia dell’Arabia Saudita e al programmato debutto in Borsa del colosso petrolifero Aramco. Tra gli assunti ci sono due figli del ministro dell’Energia e capo di Aramco, un figlio del ministro delle Finanze e un figlio del ceo della Saudi Arabian Mining Company. Da decenni McKinsey lavora in stretto contatto con i piu’ alti vertici e con i membri della famiglia reale dell’Arabia Saudita. “La McKiney e’ una compagnia meritocratica, Abbiamo assunto gente eccezionale e ci fidiamo pienamente delle nostre pratiche e politiche di assunzione e di sviluppo sia a livello globale che locale”. Cosi’ ha replicato McKinsey alle rivelazioni del Wsj, ricordando che esse non hanno portato alla luce nessuna cattiva condotta da parte delle autoritita’ Usa o saudite. In altri Paesi l’assunzione di parenti di personalita’ di alto rango ha messo nei guai la banca Usa JP Morgan, la quale e’ stata costretta nel 2016 a pagare una multa di 264 milioni di dollari per aver assunto figli non qualificati di alte personalita’ dell’amministrazione cinese, infrangendo le regole previste dalla legge Usa anticorruzione con l’estero.

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