Lorenza Zanardi, la manager al vertice nell’azienda fondata sul valore femminile

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Lodigiana, nel 2010 a soli 32 anni è diventata direttore generale di Rajapack Italia, società che si occupa di imballaggi fondata in Francia da due donne con il motto: “Agir pour les femmes dans le monde”. Dal suo insediamento è riuscita a più che raddoppiare il fatturato, triplicando i ricavi da e-commerce

Lorenza Zanardi, direttore generale della Rajapack Italia

Francia, che passione. La lingua e la cultura dei nostri vicini d’Oltralpe sono state le basi da cui Lorenza Zanardi ha spiccato il volo per diventare top manager d’impresa. Nata a Codogno, vicino Lodi, 40 anni, vissuta a Piacenza, nel 2010, a soli 32 anni, è diventata direttore generale della Rajapack Italia, società che oggi conta 50 dipendenti e annuncia per il prossimo bilancio ricavi a quota 18 milioni di euro. L’azienda, interamente digitalizzata e collocata sul web con offerta multicanale, è un marchio del gruppo francese Raja, leader in Europa nella distribuzione di materiale da imballaggio per le imprese, che esiste da 65 anni e fattura 150 milioni di euro.

Una storia che parla di donne in un settore che ha visto sempre prevalere la presenza maschile. Al vertice della società c’è Danièle Kapel-Marcovici, settantenne carismatica continuatrice dell’azienda che sua madre Rachel con la socia Janine Rocher (Raja è l’acronimo), ha fondato nel 1954. Il motto della società, che ora si è arricchita di una fondazione, è: “Agir pour les femmes dans le monde”.

Lorenza Zanardi si laurea in Storia e letteratura straniera a Parma, studia francese e inglese e con l’Erasmus va a vivere per un periodo ad Aix en Provence. La sua tesi di laurea è la traduzione dal francese de ‘La regine Sol Levante’ di Gerand Etiènne, un autore di Haiti. La spedisce a numerose case editrici, finché una piccola azienda editoriale di Desio, Aquilegia, decide di pubblicarla. “Una grande soddisfazione personale” ricorda la manager.

La tesi viene presentata all’ambasciata canadese a Roma, perché Etiènne, dopo la dittatura di Duvalier è espatriato in Canada.

La giovane francesista riprende subito il cammino alla ricerca di un lavoro. “Non volevo andare a insegnare a scuola, volevo applicare la conoscenza delle lingue in un’azienda, in ambito commerciale, mi interessava poter dialogare con altre culture”. Studia e approfondisce il customer relation ship management. Torna per un anno in Francia per proseguire l’esperienza all’estero, viene chiamata prima in un istituto di cultura, poi si trasferisce a Bruxelles per uno stage alla Camera di commercio. “Il francese mi ha accompagnato tutta la vita, conoscere le lingue mi ha aperto la mente, mi ha resa capace di fare collegamenti e di mettere insieme le cose. Ho tanti difetti ma questa è una dote che mi ha dato una marcia in più”.

Finito lo stage invia moltissimi curriculum, “ho sempre avuto il terrore di non trovarmi con niente in mano”. Invece in una sola settimana le fissano quattro colloqui. Il più importante è quello con una start up di information technology che apriva a Cernusco. Adhersis Italia spa era la filiale di gruppo multinazionale francese, Risc, specialista nella fornitura di servizi per la sicurezza informatica alle piccole e medie imprese. “È stato un colloquio epico, ero una ragazza volenterosa ma esperienza zero. Ho detto al capo: non ha nulla da perdere, mi metta alla prova. L’ho talmente snervato che ha accettato. Ho iniziato come assistente dell’amministratore delegato”. Ci resterà dal 2003 al 2005. “Sono tenace, non c’è dubbio, forse per l’educazione che ho ricevuto da mio padre, un gran lavoratore, disegnatore tecnico di macchine per la lavorazione del legno, tanti hobby, è un altro che non sta mai fermo. Anche se da figlia unica, particolari problemi non ne ho mai avuti, già da giovane ho fatto tanti lavoretti, e questo fa la differenza. A volte i ragazzi mancano un po’ di grinta, sono preparatissimi, ma hanno perso il senso di una sana competizione, sono un po’ rinunciatari, come se avessero paura a esprimere le proprie opinioni. Io l’ho sempre fatto e mi sono presa anche delle belle lavate di capo. Certo, poi sono cambiata, ma se qualcosa non andava bene lo facevo presente e anche oggi sono sempre battagliera”. Nella vita di Lorenza Zanardi, a 29 anni, arriva Rajapack. “Sono un frutto di questa azienda. Come ci sono arrivata? Semplicemente rispondendo a un annuncio, mi interessava molto perché questa multinazionale francese apriva a Piacenza, non forniva alcuna indicazione sulla natura di questa società, cercavano personale. Mi sono presentata”.

Racconta di essere stata assunta il nove novembre del 2005 “da chi ancora oggi è uno dei miei capi e da un direttore generale che avrebbe dovuto essere il numero uno in Italia. Una settimana dopo è arrivata quella che adesso è la nostra direttrice finanziaria. Il direttore non è stato confermato e al suo posto c’era un dirigente francese ad interim. Siamo rimaste senza punto di riferimento, un po’ destabilizzate finché non è stato trovato il direttore generale. Ma anche lui, dopo due anni, per problemi familiari è andato via. A quel punto c’è stata una fase di transizione, poi un giorno, ero già responsabile del marketing, mi hanno chiamata per un assessment al Cepig di Parigi, un cabinet per la valutazione del potenziale. Volevano propormi di diventare direttore generale. Una grossa responsabilità per me così giovane. Ma ho accettato, ci ho provato non del tutto cosciente di ciò che mi aspettava: sono quei treni che passano. E credo di essermela cavata abbastanza bene. Quando ho preso l’incarico fatturavamo sette milioni e quest’anno toccheremo i 18, abbiamo assunto molto e oggi assumo io”.

La sede di Rajapack Italia è a Castel San Giovanni, un importante polo logistico dove è nato il primo stabilimento italiano di Amazon. Il core business è il materiale da imballo, tutto ciò di cui le aziende hanno bisogno per impacchettare e spedire i propri prodotti. “Noi utilizziamo il modello di business del marketing multicanale, in particolare sulla strutturazione dell’offerta e la promozione attraverso il nostro sito web nato nel 2007 e il contact center.

All’inizio eravamo in tre, ho seguito un po’ tutto studiando il posizionamento della concorrenza, abbiamo diversificato l’offerta con un magazzino di movimentazione per igiene e pulizia, prodotti complementari, un po’ di cancelleria, protezione individuale. Negli anni abbiamo sostenuto importanti investimenti tecnologici a supporto della supply chain. Continuo a cercare sempre nuove soluzioni per incrementare le performance. Non accade in tutte le filiali. Ne abbiamo 19 in 17 paesi europei, con diversi cataloghi tariffati e tematici. L’azienda in effetti nasce come vendita a distanza, tramite catalogo. Con l’avvento del web, la naturale evoluzione è stata traslare tutta l’offerta sul nostro e-commerce che si sta sviluppando a doppia cifra”. Nel 2007 il fatturato da e-commerce era il 12 per cento del totale, oggi è al 34 per cento, con una crescita costante nell’ultimo triennio: metà degli ordini ormai viene dal canale web e i nuovi clienti generati online sono l’83 per cento (gennaio 2017) del totale.

I compratori possono scegliere come dialogare con la società: chiamare il contact center, chiedere consigli, e nel post vendita esiste un servizio dedicato in caso di anomalie per la merce mai arrivata o che si presenti danneggiata. Una macchina perfettamente rodata che punta allo sviluppo del numero di acquirenti che gli addetti al commerciale vanno a cercare sul territorio offrendo soluzioni su misura e progetti ad hoc che comprendono anche l’installazione di macchinari. “Abbiamo utenti piccoli con diverse tipologie di prodotto e serviamo i grandi gruppi interessati a disporre di un catalogo ampio per centralizzare gli acquisiti e far effettuare gli ordini ai loro buyer”.

Con il marito Luca, impiegato in un’azienda che si occupa di etichettatura e Elia, il figlio di cinque anni, Lorenza Zanardi ha realizzato un progetto di vita che ha nel suo lavoro uno dei cardini fondamentali. Ha scelto per abitare il borgo medievale di Grazzano Visconti, a pochi chilometri da Piacenza. “Vivo in campagna, sono una country girl. Coltivo i miei hobby, gioco a tennis, non sono brava ma mi scarica, prima andavo spesso al cinema, anche due volte la settimana, ma da quando è nato mio figlio mi dedico alle letture, romanzi, thriller, autori come Gimenez Bartlett, Carofiglio, oppure testi sulla leadership e sull’Inbound marketing”.

Una donna giovane al vertice di una società cresciuta nel mito del valore femminile. “Ho avuto questa opportunità di carriera, un caso più unico che raro, la nostra presidente è una femminista che crede tantissimo nella necessità di aiutare le donne a emanciparsi. Qui dentro lo siamo in maggioranza, sei su dieci, con i pro e i contro: quest’anno ho avuto cinque gravidanze che non sono poche, ma va bene così”. Tanto che ha aderito a un’iniziativa di Manageritalia, l’associazione di cui Zanardi fa parte, chiamata ‘Il fiocco in azienda’. Permette a ogni collaboratrice di usufruire di diversi benefici, ma soprattutto dà un aiuto concreto: fino all’80 per cento dello stipendio invece del 30 per cento, durante il periodo di maternità. La differenza verrà restituita un po’ alla volta. Prevede anche che le lavoratrici, quando sono lontane dall’azienda, mantengano il contatto, vengano aggiornate con una newsletter e in occasione di riunioni importanti, vengano invitate a partecipare.

In più, Rajapack ha deciso di finanziare il progetto di umanizzazione pittorica del Centro di salute donna, decorando a fiori una delle sale per rendere più accogliente l’ambiente in cui le pazienti affrontano esami un po’ ansiogeni. “Le dottoresse sono venute qui in azienda a parlare di prevenzione contro il tumore al seno, e quel giorno c’erano anche due lavoratrici in maternità con le loro bambine e anche le mogli e le compagne dei nostri colleghi. Abbiamo imparato tutti qualcosa”.

Una donna d’impresa con il profilo basso. “Ce l’ho e lo manterrò per tutta la vita, preferisco l’umiltà. Mi metto molto in discussione, sono timida e sensibile, faccio fatica a essere distaccata, dovrei vivere con maggiore leggerezza. Non sto mai ferma, voglio riuscire a non deludere nessuno. So anche chiedere aiuto, quando occorre; ho scelto dei collaboratori in gamba e siamo riusciti a creare un bel gruppo di lavoro. Nel quartier generale di Parigi ci stimano, la nostra età media è 35 anni, abbiamo l’energia, la vitalità e l’entusiasmo della gioventù, poi però ci affidiamo all’esperienza del gruppo”.

Raja sta crescendo anche per acquisizioni, l’ultima in Germania con un’azienda specializzata in movimentazione e stoccaggio di attrezzature e mobili per ufficio. Rajapack Italia, sotto la guida di Lorenza Zanardi, è la quinta in Europa dopo Germania, Belgio, Olanda e Uk, che però sono sul mercato da parecchi più anni. “Noi ci stiamo sviluppando molto velocemente”.

Manager contenta ma mai del tutto serena. “È pesante, non lo nascondo, non è tutto rose e fiori, vorrei essere una mamma migliore, una donna migliore, vorrei qualche pensiero in meno. Adesso mi piacerebbe consolidare, e in un domani avere un incarico a livello internazionale, forse è un po’ prematuro, ma se devo sognare, perché no? Forse alcune cose le gestirei in maniera diversa: bisogna comunicare di più, scambiare e condividere, non tanto a livello strategico ma operativo. Parlare, allargare, interagire”.

Patrizia Capua, Repubblica.it

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