Pensioni / Al via il cumulo

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Il cumulo contributivo, cioè la possibilità di sommare i versamenti previdenziali fatti in casse diverse, sta finalmente diventando operativo anche per i liberi professionisti (o ex professionisti). Dopo la circolare Inps n. 140 del 12 ottobre che ha spiegato il meccanismo della pensione di vecchiaia a formazione progressiva, ora si stanno muovendo anche le casse di previdenza. Il meccanismo è stato studiato dall’Istituto di previdenza insieme alle casse autonome per evitare di gravare pesantemente sui bilanci di queste ultime che, in mancanza, sarebbero state costrette, di fatto, ad anticipare in molti casi di qualche anno la decorrenza dei trattamenti previdenziali (i requisiti previsti per la pensione di vecchiaia dei professionisti sono in genere più severi di quelli dell’Inps).
La prima delibera è stata quella di Inarcassa, del 13 ottobre (un giorno dopo la circolare dell’Inps), con la quale la cassa di ingegneri e architetti ha fatto la scelta del metodo contributivo, che permetterà di abbattere i costi di adempimento a 4 o 5 milioni (contro i 500 stimati in precedenza). La seconda cassa a tagliare il traguardo è Cassa forense. Le altre casse sono al lavoro e presumibilmente tutte arriveranno entro la fine dell’anno. L’approvazione di una delibera, e magari anche di una circolare esplicativa per gli iscritti, non sarà tuttavia sufficiente a rendere pienamente operativo il meccanismo del cumulo per gli iscritti, nonostante la legge di bilancio ne abbia previsto l’operatività a partire dal primo gennaio 2017. Sarà infatti necessaria l’approvazione da parte del ministero del lavoro e la sottoscrizione di una convenzione con l’Inps.
Nel frattempo, tuttavia, chi ha i requisiti per la pensione di vecchiaia previsti dalla disciplina in vigore per l’Inps può presentare la domanda di pensionamento e utilizzare il meccanismo della formazione progressiva: in pratica l’Inps comincerà a versare la sua quota, in attesa del raggiungimento dei requisiti previsti dall’altra cassa di previdenza, generalmente più severi. A quel punto i due assegni saranno cumulati.
In realtà la situazione, dal punto di vista del lavoratore/professionista è complicata dal fatto che il cosiddetto nuovo cumulo è solo l’ultimo delle possibilità consentite dalla disciplina previdenziale per mettere a frutto versamenti contributivi effettuati in casse diverse. E non è detto che sia il più conveniente. È quindi necessario, prima di presentare domanda, verificare che non ci siano altri strumenti più vantaggiosi.
Le norme in vigore sono il frutto, poco ordinato, di una stratificazione che inizia cinquant’anni fa con l’introduzione del cumulo tra i versamenti contributivi all’Inps e quelli alla gestione lavoratori autonomi. Nel 1979 la questione viene rivista dal legislatore che introduce la ricongiunzione, mediante la quale è possibile spostare i contributi da una cassa all’altra. Operazione soggetta però a particolari condizioni e, soprattutto, molto spesso onerosa. Entrambe le soluzioni fornivano risposte parziali, così il governo Prodi interviene di nuovo nel 1996 introducendo un nuovo meccanismo, il «computo», e nel 1997 con il «cumulo contributivo». Poi fu la volta del governo Berlusconi nel 2006 con la «totalizzazione», e dei governi Monti nel 2012 e Renzi nel 2016 con il cosiddetto «nuovo cumulo».
Ciascuno di questi interventi è stata una pezza messa sulla disciplina precedente.
Il risultato è una vera e propria giungla normativa, inestricabile per molti lavoratori, ma piena di insidie anche per molti addetti ai lavori. La questione è complicata anche dal fatto che nel corso egli anni il sistema previdenziale si è trasformato da retributivo a contributivo. E che in qualche caso si può beneficiare del sistema retributivo (solitamente più vantaggioso), in altri è necessario optare per il passaggio integrale al contributivo. D’altra parte i professionisti dotati di cassa autonoma potranno scegliere solo tra il nuovo cumulo entrato in vigore quest’anno, il cumulo contributivo e la ricongiunzione. Ma occorrerà fare bene i conti per capire quale sia la strada più conveniente.

Marino Longoni, ItaliaOggi

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