Giù i consumi con lavastoviglie di nuova generazione, dai programmi “BABYCARE” agli ioni anti batteri

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Come scegliere gli apparecchi che garantiscono più igiene e salute, ma anche risparmio in bolletta

 

Il mercato offre attualmente una vasta gamma di lavastoviglie: da quella per chi riceve spesso ospiti a quella per chi mangia solo una volta al giorno tra le quattro mura domestiche, dal modello per chi, essendo anziano, fatica a piegarsi, fino alla lavastoviglie dedicata ai bambini, tutta made in Italy, a cui occorre garantire l’igiene più totale.
Nel panorama più recente di questo elettrodomestico si è fatta strada una tipologia, altamente specializzata, che imita ciò che accade nella ristorazione professionale: lavaggi dedicati, diversi secondo le zone, getti pilotabili, speciali trattamenti e, grazie ad alcune particolari marche, versioni studiate apposta per garantire il massimo dell’igiene. Secondo ricerche condotte da centri dedicati allo studio di allergie, sono le lavastoviglie, insieme ai frigo e ai taglieri, i maggiori incubatori di microbi, germi e allergeni. Umidità e residui alimentari, infatti, creano l’ambiente ideale per questo tipo di rischiose realtà.

Il “babycare” con stoviglie e giocattoli
Alcuni marchi propongono un modello che offre un ciclo speciale, ovvero il “babycare”, per lavare insieme sia le stoviglie che i giocattoli dei bambini. Questo, oltre a risparmiare acqua e elettricità, elimina il 99% dei batteri. E un porta stoviglie lava separatamente solo ciò che viene usato per i neonati. Come terzo elemento, l’interno è rivestito di materiali assolutamente atossici.

Emettitore di ioni negativi
Altri modelli sono dotati di sistemi che eliminano qualsiasi traccia di umidità e di calore umido, gli odori e quei batteri che tendono facilmente a formarsi in tutta la lavastoviglie depositandosi poi su piatti e bicchieri. Qualche altra azienda ha invece deciso di introdurre un emettitore di ioni negativi che agiscono in modo molto efficace sulle molecole degli odori e dei batteri. Altri hanno inserito addirittura un programma di igienizzazione e uno di manutenzione, in modo che tutta la lavastoviglie venga accuratamente ripulita.

Apertura automatica, via l’umidità
Molto utile l’innovazione introdotta al termine del programma: la porta si apre automaticamente di 10 cm così da far uscire il vapore caldo ancora presente. Niente più umidità, niente macchie di calcare e stoviglie pronte per l’uso. Oltre a queste specifiche caratteristiche, i nuovi modelli offrono molti altri requisiti, ad un prezzo variabilissimo da 300 sino a 1.600 euro. Questa forbice così elevata è dovuta proprio alle differenze funzionali e tecnologiche dei modelli presenti sul mercato, tenendo comunque conto che quelli a libera installazione costano decisamente di meno.

Modello intelligente
E poi esiste la versione intelligente: è già possibile gestire a distanza la lavastoviglie. Può essere utile per esempio anticipare il lavaggio del carico dall’ufficio, se sono in arrivo per la cena ospiti non previsti.

I consumi
Le nuove lavastoviglie, rispetto a quelle di 6-10 anni fa, pesano sulla bolletta annuale davvero di meno: intorno ai 45-50 euro, considerando una media di circa 280 cicli annuali. E ogni lavaggio richiede per il programma standard tra i 8 e i 10 litri d’acqua. Il lavaggio a mano è molto più “sprecone”, richiedendo più del doppio di acqua, di tempo e di detersivo. Per chi desidera spendere il meno possibile, pur usando la macchina anche due volte al giorno, occorre scegliere un modello di massima efficienza, di A++ e A+++. Non serve spendere un capitale per assicurarsi una lavapiatti intelligente: possono bastare infatti anche solo 400 euro, ma è chiaro che i modelli più costosi ed avanzati, che costano più di 1.000 euro, consentono tale silenziosità e risparmi energetici da poter funzionare anche mentre sono accesi altri elettrodomestici, senza far saltare la luce.

Sistemi di autopulizia
Alcuni modelli dispongono di sistemi di autopulizia e di igienizzazione per mantenere sempre pulite le pareti e i cestelli dell’elettrodomestico. Ricordate che 45° sono più che sufficienti per un lavaggio adeguato e una temperatura maggiore rappresenta solo un’inutile spreco di energia, a meno che non si tratti di stoviglie particolarmente sporche. Non esagerate con la quantità di detersivo e se lo sporco non è incrostato utilizzate la funzione “eco”, che riduce del 25 per cento la durata dei lavaggi base.

Il Messaggero

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