Aerei / Arriva la tassa sul rumore

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Arriva in Piemonte l’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeroplani. Secondo la norma regionale che la istituisce, approvata con il bilancio di previsione dello scorso aprile, l’Iresa deve entrare in vigore dal primo gennaio 2018.

Dal 2013 questa tassa ambientale sulle emissioni – vero e proprio tributo regionale – è applicato in Lazio e in Campania. Il sito dell’aeroporto di Napoli pubblica un documento con quanto previsto per ogni classe di aeromobile. E anche sul sito della Regione Lazio sono indicate alcune informazioni al riguardo.

CHI PAGA – Rispetto a chi deve il tributo, si tratta di “esercenti di aeromobili che svolgono servizi di trasporto pubblico, aerotaxi o altre attività di tipo commerciale in aeroporti con certificazione dell’Ente nazionale per l’aviazione civile o gestiti direttamente dall’Enac, in conformità a quanto previsto dal ‘Regolamento per la costruzione e l’esercizio degli aeroporti’ emanato dall’Enac il 21 ottobre 2003 e successive modifiche; esercenti di aeromobili ad ala fissa ad uso privato il cui peso massimo al decollo sia pari o superiore a 4,5 tonnellate; esercenti di aeromobili ad ala rotante ad uso privato il cui peso massimo al decollo sia pari o superiore a 2,5 tonnellate”.

Sul sito anche il valore della tassa con il rapporto tra importo e tonnellata: ad esempio, per gli aeromobili della categoria ‘elica/getto’ “che risultino sprovvisti di certificazione acustica o non rispondano ai parametri fissati” si tratta di 50 centesimi.

Con un provvedimento statale è stata infatti disposta una entità massima di 0,50 euro per tonnellata per aeromobile assieme ad altri parametri, come il riferimento a decollo o atterraggio diurno o notturno.

LE 5 CLASSI – Tra questi parametri la suddivisione dei velivoli in cinque classi inquinanti secondo le disposizioni dell’Icao – International Civil Aviation Organization (Organizzazione internazionale dell’aviazione civile), agenzia autonoma delle Nazione Unite che gestisce la navigazione aerea.

Per quanto riguarda il Piemonte, il direttore delle risorse umane della Sagat Spa (ente di gestione dell’aeroporto di Torino) esprime un timore: “L’applicazione dell’imposta regionale sulle emissioni sonore nella nostra regione – ha detto durante l’audizione sull’applicazione dell’Iresa – può provocare delle distorsioni della concorrenza con gli altri aeroporti”.

“La Lombardia – ha aggiunto – non applica questa imposizione come la maggior parte delle Regioni italiane. E giusto che chi inquina debba pagare, ma il problema dovrebbe essere affrontato a livello globale”.

Adnkronos

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