Verdini: “Siamo in maggioranza” E il M5S esce dall’Aula

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Verdini rivendica al Senato il ruolo di Ala nell’approvazione del Rosatellum. Il M5S esce dall’Aula per protesta

“Dicono che è cambiata la maggioranza. Non è vero, perché noi c’eravamo, ci siamo e ci saremo fino all’ultimo giorno della legislatura”. Così Denis Verdini rivendica il ruolo di Ala all’interno del Parlamento durante le dichiarazioni di voto per il Rosatellum bis. Un intervento che ha indignato il Movimento 5 Stelle che ha deciso di uscire dall’Aula del Senato: “È uno spettacolo indecente”, ha detto Vito Crimi, “Verdini è venuto oggi a raccogliere gli applausi per il suo capolavoro politico che consegna il Paese alla coppia Renzi-Berlusconi. Noi a questa vergogna non partecipiamo. Il regista di questa legge elettorale è Verdini e suo e dei suoi uomini è il sostegno che permette l’approvazione del Rosatellum. Hanno messo le regole del gioco della democrazia in mano a un uomo plurimputato e re dei cambi di casacca”.
“Abbiamo svolto un ruolo di supplenza politica, tutelando la stabilità e l’interesse del Paese”, dice invece in Aula Verdini, “Ogni volta che abbiamo ritenuto un provvedimento giusto lo abbiamo sostenuto ignorando gli inutili strali che ci venivano rivolti. Un tempo esisteva l’appoggio esterno al governo, adesso c’è l’appoggio fantasma creato apposta per noi. Perché lo sanno tutti che qui dentro non c’è mai stata una maggioranza politica“. E nel merito della legge elettorale il senatore di Ala spiega: “Questa legge elettorale è una buona legge elettorale, non è un colpo di mano né un colpo di Stato. Dicono che la legge sia figlia mia: al massimo nipote, perché l’idea è stata poi sviluppata, è un compromesso. Tutta questa legislatura è stata un grande compromesso”. E Verdini è pronto a restare in maggioranza anche per lo ius soli: “Abbiamo votato le unioni civili e avremmo votato la stepchild adoption“, ha assicurato, “Così come voteremo il testamento biologico. A titolo personale dico che io sarei pronto a votare lo Ius soli, anche domani. Con noi il Paese ha fatto uno scatto in avanti sui diritti”.

Il Giornale

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