Legge elettorale / Al Senato governo pone la fiducia su cinque articoli

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Il leader di Mdp Speranza, ospite di Circo Massimo su Radio Capital, aveva chiesto di non procedere su questa strada per “evitare nuova violenza al Parlamento”

Come ampiamente preannunciato, Rosatellum a colpi di fiducia anche al Senato. Il governo ha opotato per questa strada per cinque dei sei articoli della legge elettorale. Sono quindi cadute nel vuoto le proteste delle opposizioni e gli appelli a procedere su un percorso diverso da quello seguito alla Camera.

“Mi appello a Gentiloni: evitiamo un’ulteriore violenza al Parlamento italiano. L’occasione è quella di oggi, bisogna permettere al Senato di votare”. Roberto Speranza, leader di Mdp, intervistato da Massimo Giannini e Jean Paul Bellotto a Circo Massimo su Radio Capital, auspica che non venga posta la fiducia sulla legge elettorale anche a Palazzo Madama, dove il provvedimento arriva oggi. “Mi chiedo – continua Speranza – se la destra è forte e dobbiamo combatterla, perché poi si fa la legge con Forza Italia e Lega, favorendo la destra? Il Rosatellum divide la sinistra e rafforza la destra” aggiunge.

Per il leader bersaniano, che domenica su Repubblica ha provato a riaprire il dialogo con Matteo Renzi, l’approvazione della legge lettorale spiana, di fatto, la strada delle larghe intese: “L’eventuale fiducia sulla legge elettorale non sarà l’ultimo voto di questa legislatura ma il primo della prossima: vorrà dire che avremo le larghe intese tra Forza Italia e Pd. Io chiedo al Pd di fermarsi prima che sia troppo tardi. Noi con la destra non ci andiamo. Proveremo a costruire un campo di forze più largo possibile, sulla base di contenuti e politiche alternative a quelle renziane, dal Jobs Act alla Buona scuola”.

Nonostante il segretario del Pd abbia già risposto a Speranza che il Rosatellum non cambierà, il coordinatore di Articolo uno espone le modifiche che a suo avviso sarebbero necessarie: “Evitare un nuovo Parlamento di nominati, introducendo le preferenze nelle liste bloccate proporzionali oppure aumentando il numero dei collegi uninominali. Inoltre proponiamo il voto disgiunto, per ampliare la possibilità di scelta degli elettori e togliere la camicia di forza in cui vengono costretti oggi i soggetti politici”.

Per Speranza, le coalizioni previste dal Rosatellum “sono in realtà farlocche. Ogni lista mantiene il suo simbolo, il suo programma e il suo leader. Sono semplici apparentamenti che il giorno dopo si romperanno. E Renzi e Forza Italia si troveranno a fare un governo insieme”.

Infine, sul tema Bankitalia, per Speranza sarebbe opportuno che Maria Elena Boschi non partecipasse al consiglio dei ministri che dovrà decidere la nomina del governatore: “Sarebbe opportuno un passo indietro, c’è un oggettivo conflitto di interessi”.

Monica Rubino, Repubblica.it

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