Consip, la ditta dell’imputato Romeo fa ancora le pulizie negli uffici dei “suoi” pm

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L’appalto per la città giudiziaria (e non solo) della Capitale risale al 2012 e non è revocabile: “Non ci sono inadempienze né interdizioni”

Chi frequenta gli uffici giudiziari di piazzale Clodio a Roma, ma anche il Tribunale civile o la Cassazione, ogni giorno si imbatte negli addetti alle pulizie: indossano un’uniforme rossa con una scritta “Romeo”. Sono i dipendenti della Romeo Gestioni Spa, la società riconducibile all’imprenditore partenopeo al centro di uno dei filoni dell’inchiesta Consip nata a Napoli e passata a Roma per competenza. Così, mentre i pm della Capitale, dopo averne ottenuto l’arresto, preparano il processo all’imprenditore accusato di aver corrotto un dirigente della Consip che ha già patteggiato, i dipendenti dello stesso Romeo puliscono i loro uffici. Naturalmente, a Roma come altrove, nessun magistrato lascia carte delicate incustodite in ufficio, né ci sono mai stati problemi con quella o altre ditte, ma il paradosso è sotto gli occhi di tutti.

Per ora non c’è soluzione: il contratto con la Romeo Gestioni è stato affidato nell’ambito della vecchia convenzione Consip Fm3 dal ministero della Giustizia e sarà in vigore fino al febbraio del 2018. La gara Fm3 sull’affidamento dei servizi di Facility management per gli uffici delle amministrazioni pubbliche è stata indetta nel 2010 e assegnata nel 2012. Le fette maggiori sono toccate alla Manitalidea Spa (per un totale di 329 milioni) e alla Romeo Gestione che ha ottenuto quattro lotti per 353 milioni. Tra i lotti aggiudicati dall’imprenditore c’è il numero 8 che comprende gli uffici del I municipio della Capitale dove si trovano gli uffici giudiziari. Nell’ambito dell’Fm3, il ministero della Giustizia così ha stipulato due contratti con la Romeo Gestioni per la pulizia, raccolta e smaltimento rifiuti e altro. Il primo, attivo dal gennaio 2013, è rimasto in vigore fino al giugno del 2017, quando Romeo era già stato arrestato per corruzione: finito in cella il 1° marzo, è tornato libero dopo 168 giorni tra carcere e domiciliari. I dipendenti della Romeo Gestioni pulivano anche gli uffici della Direzione nazionale antimafia e la sede centrale del ministero di via Arenula. Questo contratto alla scadenza non è stato rinnovato e “in assenza di una nuova convenzione Consip – spiegano dal ministero – si è provveduto all’affidamento separato dei servizi ad altre ditte, diverse dalla Romeo Gestioni Spa, mediante procedure di gara sul mercato elettronico”.

Il punto infatti è questo: per sostituire la convenzione Fm3, la Consip aveva indetto un’altra gara, la Fm4, sospesa per le indagini in corso che ipotizzano, in questo filone, una turbativa d’asta. Nel frattempo sono ancora in corso i vecchi contratti, come per piazzale Clodio, dove la Romeo Gestioni lavorerà fino a febbraio 2018. Ciò vuol dire che i dipendenti della società continueranno a pulire le stanze dei magistrati durante il processo a Romeo e mentre si svolgono indagini sull’appalto Fm4 di cui la sua società ha ottenuto, nell’aggiudicazione provvisoria, tre lotti (sospesi) per 609 milioni di euro.

Per di più sull’Fm3 è già intervenuta l’Anac che dopo un’ispezione della scorsa estate alla Consip ha sollevato alcune criticità. In una relazione, l’Autorità spiegava che per Fm3 vi era stata una concentrazione di aggiudicazione in favore di due soggetti (Manitalidea e Romeo) mentre gli altri partecipanti avevano ottenuto un lotto ciascuno per un importo che andava dai 51 ai 91 milioni.

Il procedimento sull’Fm3 ora è chiuso: l’Anac ha attivato un monitoraggio sulle misure intraprese per superare le criticità sollevate dall’ispezione.

Nel caso dell’Fm4, invece, le carte sono state inviate ai pm. Il Fatto ha chiesto chiarimenti al ministero della Giustizia. Da via Arenula ci spiegano che il contratto con la Romeo Gestioni non può essere annullato sia perché la società non ha mai avuto contestazioni di inadempimenti, sia perché l’interdizione di un anno chiesta dal pm Mario Palazzi è stata respinta. Il gip in un primo momento aveva accolto la richiesta del magistrato, sospendendo però la misura per 60 giorni entro i quali si era chiesto alla società di mettersi in regola con “un piano strategico di intervento sugli obiettivi” e dimostrare di essere in possesso di un sistema di controlli.

Le richieste sono state soddisfatte, a giugno l’interdittiva è stata rigettata dal gip e oggi la Romeo Gestioni non ha nessuna restrizione nell’attività con la pubblica amministrazione. Cosa farà quindi il ministero di Andrea Orlando? “In vista della scadenza contrattuale – spiegano da via Arenula – considerato che non risulta attivata la convenzione Fm4, si è provveduto a delegare a Consip le funzioni di stazione appaltante per conto del ministero per lo svolgimento della procedura di gara mediante l’utilizzo del Sistema Dinamico di Acquisti, in corso di esecuzione”. Nel frattempo, la Romeo Gestioni continuerà a pulire gli uffici dei pm titolari dell’inchiesta Consip.

Valeria Pacelli, Il Fatto Quotidiano

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