Sondaggi politici elettorali: vola la Lega, crollo PD e Forza Italia. Addio larghe intese?

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Sondaggi politici elettorali: secondo EMG balzo della Lega Nord, cresce anche M5S mentre calano PD e Forza Italia. Anche col Rosatellum larghe intese impossibili?

Sondaggi politici elettorali: grande balzo della Lega Nord con anche il Movimento 5 Stelle che si migliora rispetto alla scorsa settimana, male invece Partito Democratico e Forza Italia così come Movimento Democratico e Progressista e Alternativa Popolare.

Questo è quanto emergerebbe dal consueto sondaggio politico elettorale realizzato dall’istituto EMG Acqua, che come ogni settimana ha condotto un’indagine per conto del Tg La7 di Enrico Mentana.

Rispetto agli ultimi sondaggi politici elettorali si starebbe verificando una netta inversione di tendenza, con il PD e Forza Italia che perderebbero molti consensi dopo invece settimane di crescita constante.

Al contrario tornano a salire e di molto sia la Lega Nord che il Movimento 5 Stelle, con le tanto paventate larghe intese che al momento, anche con il Rosatellum-bis come legge elettorale, sarebbero numeri alla mano impossibili.

Sondaggi politici elettorali: Lega e 5 Stelle ok

Cambia il vento rispetto a una settimana fa. Negli ultimi tempi infatti il dato politico era quello di un arretramento nei vari sondaggi dei cosiddetti “partiti populisti”, con le forze politiche più tradizionali che invece sembravano essere tornate a guadagnare terreno.

Questo sondaggio politico invece ribalta totalmente la situazione, con i partiti di Matteo Renzi e soprattutto di Silvio Berlusconi che fanno registrare un brusco calo nelle percentuali accreditate.

Vediamo allora nel dettaglio il sondaggio politico elettorale realizzato, nel periodo che va dal 6 all’8 ottobre, da EMG Acqua per conto del Tg La7, mettendo tra parentesi la differenza di percentuale rispetto all’ultima indagine della scorsa settimana.

  • Partito Democratico 27,7% (-0,4%)
  • Movimento 5 Stelle 27,3% (+0,3%)
  • Lega Nord 14,5% (+0,6%)
  • Forza Italia 12,8% (-0,7%)
  • Fratelli d’Italia 5% (-0,1%)
  • Movimento Democratici e Progressisti 2,2% (-0,1%)
  • Alternativa Popolare 2,2% (-0,1%)
  • Sinistra Italiana 2,1% (+0,1%)
  • Movimento Animalista 1,1% (-0,2%)
  • Campo Progressista 1% (+0,1%)
  • Altri 4,1% (-0,4%)

Analizzando le percentuali, sembrerebbe lampante come la Lega Nord possa aver fagocitato i consensi persi da Forza Italia, mentre con ogni probabilità i 5 Stelle hanno fatto lo stesso rispetto alle intenzioni di voto che sarebbero venute meno al PD.

Se pensiamo al Rosatellum-bis come legge elettorale, la coalizione di centrodestra sarebbe in vantaggio al 34,2%. Un buon risultato che però non garantirebbe il raggiungimento di un numero sufficiente di parlamentari tali da poter formare una maggioranza di governo.

Il pareggio elettorale anche con questo nuovo probabile sistema di voto quindi sembrerebbe essere inevitabile, ma anche le larghe intese vista la situazione di equilibrio tripolare a questo punto potrebbero essere a rischio.

Ci sarà un governo tecnico?

Il bello di questa nuova legge elettorale, o il brutto a seconda dei punti di vista, è che tutto garantisce tranne che la governabilità. Alla luce del sondaggio politico realizzato questa settimana da EMG, sembrerebbe che non ci sarebbero in pratica speranze che al termine delle prossime elezioni possa uscire fuori subito un chiaro vincitore.

Il centrodestra unito senza dubbio è il grande favorito. Negli ultimi tempi ha guadagnato molto terreno rispetto al Partito Democratico ma anche nei confronti del Movimento 5 Stelle, ma ancora questo non basta per poter ottenere la maggioranza.

Silvio Berlusconi sà bene come imbastire una campagna elettorale, ma fondamentale sarà per il centrodestra non sfaldare l’unione tra i vari partiti visto che i dissapori tra l’ex premier e Matteo Salvini non sono mai stati del tutto chiariti.

Alle prossime elezioni quindi ci dovrebbero essere le coalizioni, ma ogni partito cercherà di portare a casa il maggior numero possibile di deputati e senatori per cercare poi, una volta chiuse le urne, di poter formare una maggioranza attraverso un governo dalle larghe intese.

Gli alleati quindi subito dopo il voto potrebbero diventare i nemici, con Forza Italia pronta a far fronte comune con il Partito Democratico e i centristi, mentre la Lega Nord e Fratelli d’Italia andrebbero a strizzare più che volentieri un occhio al Movimento 5 Stelle.

Il problema però è che anche queste possibili alleanze trasversali potrebbero non avere i numeri per formare un nuovo esecutivo, con un governo tecnico o di scopo che a quel punto sarebbe di conseguenza inevitabile.

Una soluzione questa che farebbe felice Bruxelles e il mondo economico nostrano, che sarebbero ben lieti di accogliere di nuovo una guida tecnica capace, lontana dalle esigenze politiche, di proseguire quanto lasciato in sospeso dal governo Monti in termini di austerità.
Alessandro Cipolla, Money.it
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