Mediaset, la Guardia di Finanza negli uffici francesi di Vivendi

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L’indagine dei pm Fabio De Pasquale e Silvia Bonardi è nata a seguito di un esposto di Fininvest e Mediaset e vede indagati il patron del gruppo francese Vincent Bollorè e il Ceo Arnaud De Puyfontaine. Perquisizioni anche nella società Natixis

 

I finanzieri del Nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza di Milano, assieme a rappresentanti della Gendarmeria di Parigi, stanno effettuando perquisizioni negli uffici di Vivendi nella capitale francese nell’ambito dell’ inchiesta della Procura di Milano sulla tentata scalata del gruppo francese a Mediaset. L’indagine dei pm Fabio De Pasquale e Silvia Bonardi è nata a seguito di un esposto di Fininvest e Mediaset e vede indagati il patron del gruppo francese Vincent Bollore’ e l’ad Arnaud De Puyfontaine.
Perquisizioni sono in corso anche negli uffici della società di intermediazione Natixis. Gli investigatori punterebbero ad acquisire documentazione sull’acquisto di azioni Mediaset da parte di Vivendi. L’inchiesta era scattata nel dicembre 2016 in seguito al mancato acquisto da parte di Vivendi della pay tv Mediaset Premium.
Fininvest e Mediaset hanno presentato un esposto contro Vivendi sostenendo che il gruppo francese avrebbe creato «ad hoc» le condizioni per far scendere il titolo Mediaset, per poi lanciare la scalata a prezzi di sconto assieme allo scambio azionario del 3,5% tra Vivendi e Mediaset. Nell’indagine Bollore’ e De Puyfontaine sono accusati di aggiotaggio e sono già stati ascoltati molti testimoni in questi mesi, tra cui anche il Cfo di Mediaset Marco Giordani e Tarak Ben Ammar, consigliere di amministrazione di Vivendi e di Telecom e mediatore nel contratto di acquisto di Mediaset Premium. Lo scorso aprile, tra l’altro, è stato ascoltato come teste in Procura anche l’ad Mediaset Pier Silvio Berlusconi. Intanto, nella causa civile Mediaset-Vivendi la prossima udienza è fissata per il 19 dicembre. Nel procedimento Mediaset e Fininvest, prima dell’estate, hanno mosso nuove accuse ai francesi: violazione contrattuale, concorrenza sleale e violazione della legge sul pluralismo televisivo.

Corriere della Sera

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