Saliscendi/ LaVerità

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di Cesare Lanza

Valentino Rossi

Continua a stupire, ha 38 anni e dal giorno del debutto nel 1996 ha collezionato successi incredibili, con gesta imprevedibili. Ma ora è oltre i confini della realtà. Solo 25 giorni dopo la frattura di tibia e perone torna in pista ad Alcaniz, nelle prove conquista il terzo posto (prima fila) e in gara arriva quinto. «A casa», commenta, «mi sarei annoiato».
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Angela Merkel

Brutta botta, perla cancelliera. Vince le elezioni in Germania per la quarta volta, ma perde nientedimeno che 8 punti. Assicura che farà il governo, ma non sarà una passeggiata (è finita la Grande coalizione) e comunque il suo prestigio e il suo potere sono in discesa libera. Molti si strappano i capelli, ma è probabile che per gli europei le conseguenze siano positive.

Luigi De Siervo

II leader di Infront è attaccato con asprezza da Aurelio De Laurentiis: «La Liga spagnola vale 700 milioni per l’estero, perché noi soltanto 300,400. Se non sa guidare una Ferrari ha sbagliato casa». De Siervo replica con calma olimpica: «II calcio italiano non ha Leo Messi e Cristiano Ronaldo (nove Palloni d’oro in due). Da noi ci vorrebbero tanti Dybala…». In sintesi: teniamo i piedi per terra.
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Daniele Baselli

Con uno sconsiderato intervento su Miralem Pjanic, si fa espellere dopo poco più di venti minuti e lascia la sua squadra, già in svantaggio 1-0, in inferiorità numerica. In pratica, il centrocampista del Torino chiude il derby sul più bello: la sfida con la Juventus diventa del tutto impari. Ma cosa ha spinto Baselli? Solo una eccessiva galvanizzazione?
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Antonio Pappano

Il 5 ottobre si inaugura la stagione musicale romana e il direttore d’orchestra (e direttore dell’Accademia nazionale dal 2005) sceglie un’opera difficile, Re Ruggero, del polacco Karol Szymanowzki. Pappano l’ha già proposta a Londra nel 2015 e la presenterà alla Scala nel 2021. «Musica magica e sontuosa», dice con passione. E l’attesa cresce, non solo tra i musicofili.
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Salvatore Ferragamo

Ha voluto celebrare il ritorno delle dive, in primo luogo lo stile di Greta Garbo, Brigitte Bardot e Marilyn Monroe. Gli elogi, con enfasi imbarazzante, si sprecano: «Profumo di donna», «Un inno alla bellezza», «La magia del colore», e via poetizzando. Il divismo! I giorni della moda sono sempre intrisi in un’orgia di parole. Ma la novità dov’è?

 

 

 

di Cesare Lanza, La Verità

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