Alfano: «No allo ius soli, sarebbe regalo alla Lega». Lupi nuovo coordinatore nazionale di Ap

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La posizione espressa dai vertici del partito al termine della direzione nazionale. Alfano: «È una cosa giusta fatta in un momento sbagliato»

Questione chiusa. Alternativa popolare boccia lo Ius Soli e rimanda la discussione alla prossima legislatura. La presa di posizione, definitiva, viene annunciata dai vertici del partito, Angelino Alfano e Maurizio Lupi, al termine della direzione nazionale del partito e a meno di 24 ore dalla posizione espressa dalla Cei che ribadiva l’importanza di una legge in quella direzione. Prima il ministro degli Esteri Alfano: «Ribadiamo sullo ius soli che una cosa giusta fatta in un momento sbagliato e può diventare un regalo alla Lega», poi il neo coordinatore nazionale Lupi (appena designato): «Serve una legge, ma una buona legge. Ora sarebbe un errore avere altre forzature in Parlamento sullo Ius Soli. Per noi si tratta di una questione chiusa per quanto riguarda questa legislatura. Se ne potrà riparlare alla prossima legislatura».
«Differenza assoluta con la Lega»
Secondo Lupi: «La differenza tra noi e la Lega è assoluta. Il Carroccio – insiste il coordinatore di Ap, Maurizio Lupi – fa della legge una bandiera ideologica, mentre noi chiediamo un cambiamento perché crediamo che si tratti che la cittadinanza sia un tema fondamentale. A fine legislatura non è opportuno intervenire su un tema tanto divisivo. Aspettare sei mesi non cambia nulla. Ci saranno le elezioni e su un tema tanto divisivo come questo – conclude – potremo tornare a discutere».
Sostegno al Rosatellum bis. Quanto alla legge elettorale, Ap sostiene «il `Rosatellum bis´», ha detto Alfano che poi sottolinea: «Abbiamo riaffermato la forza di un movimento politico che ambisce a essere presente nella prossima legislatura e determinante nell’attuazione dei programma popolari: abbiamo dato stabilità. Abbiamo preso questo Paese in recessione, ora è in ripresa». Lupi definisce anche i confini del partito: «Autonomi, diversi e differenti dal Pd, con cui abbiamo collaborato per il bene del Paese, convinti che serva una forza moderata e popolare e bisogna lavorare per costruire questa forza». Gli interlocutori sono «in primo luogo gli amici di Forza Italia e gli altri centristi. Ma la scelta lepenista di Lega e Fdi e quella populista di M5s – ha concluso Lupi – non rappresentano una base su cui lavorare».

Corriere della sera

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