Grecia, l’UE chiude la procedura di deficit eccessivo

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(Teleborsa) – Il Consiglio Europeo ha deciso di chiudere la procedura di deficit eccessivo per la Grecia seguendo la raccomandazione della Commissione UE suggerita nel mese di luglio, per ricompensare il Paese degli sforzi finora fatti sul piano delle riforme. Un momento “molto simbolico per la Grecia”, dopo anni di sacrifici del popolo ellenico, aveva affermato il commissario Pierre Moscovici. Il deficit greco è ora sotto il 3%. La procedura era aperta dal 2009. “Dopo molti anni di severe difficoltà, le finanze greche sono in condizioni molto migliori. Siamo ora nell’ultimo anno di assistenza finanziaria alla Grecia, e stiamo facendo progressi per consentirle di tornare a raccogliere fondi sui mercati a tassi sostenibili”, ha spiegato il ministro estone delle finanze, Toomas Tõniste. La bilancia pubblica della Grecia è migliorata in maniera significativa, passando da un deficit pubblico del 15,1% del PIL nel 2009 allo 0,7% del PIL nel 2016. Circa tre mesi fa è stato raggiunto un accordo tra i creditori internazionali di Atene per rilanciare il piano di aiuti da 86 miliardi di euro, che era stato accordato nel luglio 2015. A seguito della decisione odierna del Consiglio UE, solo tre Stati membri rimangono sotto il margine di correzione del Patto di stabilità e crescita: Francia, Spagna e Regno Unito. “La decisione di oggi del Consiglio è un riconoscimento degli enormi sforzi e dei sacrifici che il popolo greco ha fatto per ripristinare la stabilità delle finanze pubbliche del loro paese” – ha commentato il commissario per gli affari economici e finanziari Moscovici. – “Il cambiamento dal 2009 non ha paralleli in Europa. Ora dobbiamo garantire che esista una cooperazione costruttiva tra tutte le istituzioni e le autorità greche per garantire una conclusione regolare e rapida della terza revisione. Questo aprirà la strada per una riuscita conclusione del programma la prossima estate e per l’apertura di un capitolo nuovo e ottimista per la Grecia e per l’intera zona euro”, ha concluso.

Il Messaggero

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