Periscopio

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Il Meeting di Rimini è quella manifestazione estiva in cui i politici ribadiscono cose che non faranno. E la gente li ascolta. Omar Marco Kamal. Sette

Eravamo tutti scrittori. Oggi siamo tutti (o quasi) digitatori. Nicola Gardini. Sette

I grandi amori si annunciano in modo preciso, appena la vedi dici: chi è questa stronza? Ennio Flaiano

Invidiavo Walt Disney quando faceva i cartoni animati: se non gli piaceva un attore,

lo poteva semplicemente cancellare. Alfred Hitchcock

Alcuni scrittori, per scrivere, hanno bisogno della vena. Altri dell’avena. Achille Campanile

Quello che questi ragazzi dell’M5s devono capire è che siamo stati tutti rottamatori in una fase della vita. Anche io da giovane. Però eravamo più educati. E, soprattutto, studiavamo. Mi ricordo, Mattarella era un dirigente di primo piano della Dc e io nel direttivo del gruppo parlamentare: quando arrivava Andreotti, lo ascoltavamo, ci facevamo spiegare. Non avevamo la presunzione di chi pensa di sapere tutto e invece non sa niente. Pier Ferdinando Casini, presidente commissione esteri del senato (Massimo Rebotti). Corsera

Se la polizia fa uno sgombero infelice, Minniti non perde tempo a difenderla o a criticarla: cambia il sistema degli sgomberi. Mentre gli altri brandiscono l’onda migratoria come arma elettorale, lui si sforza di gestirla. Trasmette la sensazione, insolita per un politico italiano, di sapere quel che dice e persino quello che fa. Massimo Gramellini. Corsera

C’è una ragione per cui, tra i beni segnalati dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, vi siano le città tardo-barocche della Val Di Noto e non Lecce e il Salento? Verona e non Viterbo? Disparità e ingiustizie. Vittorio Sgarbi. Quotidiano nazionale

Il pericolo giallo che aveva minacciato già i nostri nonni non era che una chimera rispetto alla minaccia odierna. Si accettava già difficilmente l’idea che il ventunesimo secolo sarà asiatico. Si deve ormai ammettere che il ventesimo secolo lo è già stato. Eric Zemmour. Le Figaro

 Mi permetto di ricordare che la legge sull’immigrazione tuttora vigente in Italia l’abbiamo fatta io, Berlusconi e Bossi nel 1999, quando tutto doveva ancora cominciare. Fini arrivò molto dopo e ci mise solo le sanzioni. La sinistra critica quella norma da vent’anni, ma se è così sbagliata spieghi perché se la tiene. Giulio Tremonti, ex ministro dell’economia (Pietro Senaldi). Libero

Nonostante il titolo roboante di Alto commissario agli affari esteri Ue, Federica Mogherini è una figurina evanescente nello scacchiere mondiale. Quando, a ogni morte di papa, è invitata anche lei ai summit, vuol dire che la riunione è di facciata. Prova del nove, il vertice di fine agosto a Parigi sui migranti. Chiacchiere tante, polpa zero. Era già eloquente il colpo d’occhio all’Eliseo. Al centro del grande tavolo, Emmanuel Macron, Frau Merkel alla sua destra, sparsi a casaccio i premier italiani, spagnoli e africani. Al lato estremo, dove lo spigolo annuncia che oltre c’è il vuoto, la povera Mogherini. Pareva un quadro di Amedeo Modigliani, il collo allungato per vedere i colleghi. Plastica immagine della sua perifericità internazionale. Giancarlo Perna, scrittore politico. La Verità

Che alcune arringhe offensive di Gianni Brera nascessero dal desiderio di essere primattore in scena lo sospettarono molti, ma pochi ebbero l’audacia di scriverlo (non era facile mettersi contro Brera). Ad esempio, la battaglia contro fior di campioni, che lui aveva ribattezzato «abatini»: Gianni Rivera, Sandro Mazzola, perfino il solido Giacomo Bulgarelli. È innegabile che la fama di Rivera, il suo bersaglio preferito, gli portasse (come suo feroce avversario) una più ampia notorietà, rispetto a quella che avrebbe avuto se non avesse costantemente tentato di massacrare l’astro del Milan con ogni sorta di sprezzante rimbrotto. Cesare Lanza. La Verità

Ogni società ha la scuola che le somiglia e si merita. La scuola italiana è afflitta, come l’intera società nazionale, dall’incuria, dall’approssimazione, dal morbo burocratico, dal pensare ad altro degli insegnanti, da una disperata alterità fra i bei discorsi e cattiva pratica. Alfonso Berardinelli. Il Foglio

Devoto lettore di Kafka, io ho una paura innata di tutto ciò che riguarda la sfera dell’amministrazione, del controllo e della giustizia. Apro con ansia gli estratti conto della banca, le bollette e, in generale, ogni busta che abbia stampato il logo di un ufficio pubblico nello spazio del mittente. Diffido degli esseri umani presi da soli; ma gli esseri umani organizzati in ufficio, agenzia, ministero, mi terrorizzano. Claudio Giunta. Il Foglio

 Il critico ideale non ha letto tutti i libri del mondo semplicemente perché, a un certo punto, il suo fiuto si è cosi affinato nel tempo da consentirgli di scartare in partenza molti libri di cui sa già con sicurezza, che è proprio inutile la lettura. Il critico ideale quindi è uno che ha letto tutti i libri che contano, tutti i libri importanti. Mario Bortolotto, critico letterario (Ludovica Ripa di Meana). L’Europeo, 1983

Usciamo, a Napoli, da un coprifuoco, eravamo avviliti, depressi: alla Bit, prima dell’Expo, non ci volevano nemmeno ascoltare per l’immondizia in strada. Ora avvertiamo l’orgoglio di poterci dire non più un peso per il Paese ma un’opportunità. C’è più città disposta a credere nel suo futuro. I professionisti non si vergognano di candidare Napoli a sede dei congressi di categoria. Gaetano Daniele, assessore al turismo di Napoli (Angelo Carotenuto). il Venerdì

 Dopo qualche chilometro, Paraldi intuì il motivo per cui Bilancino procedeva a una velocità standard di ottanta chilometri orari: non voleva foto ricordo dagli autovelox, né farsi fermare da qualche pattuglia della polizia stradale. Quando hai la fedina penale che è un secchio dell’immondizia, meno lo fai aprire, quel secchio, meglio è. Fabrizio Roncone, La paura ti trova. Rizzoli

Nelle Terre verdiane (tra Piacenza, Parma e Mantova), nelle trattorie lungo gli argini, ricordano ancora De Niro e Depardieu magri some silfi di, bravi eh, ma due testoline bizzarre mentre giravano il film Novecento di Bertolucci «con i forconi e i pagliai» e facevano la corte alle ragazze delle cascine. Racconti con le gambe sotto il tavolo. Paolo Baldini. Sette. Non per vantarmi, ma ho un record personale di 51 metri ai giochi panamericani del 1980. Misura poi annullata perché il martello da me usato non era bello. Ma per me, sì. Maurizio Milani, scrittore satirico. Il Foglio

Niente ci fa amare tanto la vita quanto la paura della morte. Roberto Gervaso. Il Messaggero

Paolo Siepi, Italia Oggi

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